Avril Lavigne esprime il suo disaccordo nei confronti di Mark Zuckerberg e lo mette in guardia sul comportamento intimidatorio verso i Nickelback.

Avril Lavigne esprime il suo disaccordo nei confronti di Mark Zuckerberg e lo mette in guardia

Facciamo un salto nell’ultima settimana dell’anno, un periodo in cui sembrano emergere i drammi dell’ultimo minuto. La cantante Avril Lavigne, ex moglie del frontman dei Nickelback Chad Kroeger, ha innescato una polemica contro il fondatore e CEO di Facebook, Mark Zuckerberg, difendendo il gruppo rock canadese attraverso un tweet pubblicato sul suo profilo Twitter.

“Molte persone utilizzano il tuo prodotto. Ad alcune piace, ad altre no”, così scrive Avril Lavigne rivolgendosi a Zuckerberg. “In ogni caso, la tua frecciatina nei confronti dei Nickelback è di cattivo gusto”. La cantante si riferisce alla battuta inserita in uno dei video di presentazione di Jarvis, l’intelligenza artificiale creata da Zuckerberg: nel filmato, il fondatore del social network chiede a Jarvis di “suonare una bella canzone dei Nickelback”, ma l’IA, con voce di Morgan Freeman, si rifiuta spiegando che “non esistono belle canzoni dei Nickelback”. Zuckerberg risponde, definendo la richiesta come “un test”.

La reazione di Avril Lavigne a questa battuta punzecchiante è stata ferma: “Quando hai una voce come la tua, dovresti essere più responsabile riguardo alla promozione del bullismo”, ha dichiarato la cantante. “Soprattutto considerando quello che sta succedendo nel mondo”.

In copione l’antico dilemma tra il potere delle parole e il confine sottile, sempre più labile, tra scherzo e bullismo. Del resto, è noto che le parole hanno un peso, a volte un potere invasivo che potrebbe danneggiare, denigrare o umiliare il prossimo; il confine fra uno scherzo e un’offesa è così sottile che spesso si dissolve nel nulla.

Questa polemica richiama alla mente la consueta levatura delle parole, la loro capacità di generare empatia o, al contrario, di provocare sofferenza. In tempi di cambiamenti e di conseguente maggiore sensibilità emotiva, dovremmo riflettere su come utilizzare le nostre parole in modo consapevole e responsabile.

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Infine, l’ennesimo capitolo della polemica accende riflessioni ulteriori sul senso dell’onestà e della gentilezza, sul valore della diversità di gusti e ascolti, e sull’arte di condividere la musica senza scendere a personalismi offensivi.