Come sterilizzare il ciuccio?

Il ciuccio è l’accessorio più amato da bambini e neonati👶 ma è anche un’arma a doppio taglio perché essendo tenuto in bocca dai piccoli è un modo rapido per trasmettere germi e batteri se non attentamente sterilizzato.

Si tratta di una norma di buona igiene che previene la diffusione di possibili malattie🤒 e deve essere presa molto seriamente soprattutto quando il neonato è piccolo perché un virus che arriva alla bocca può essere veramente pericoloso e svilupparsi in fretta, attaccando il sistema immunitario.

La sterilizzazione non deve essere ossessiva ma semplicemente una buona abitudine da applicare in tutti quei momenti in cui è utile garantire la corretta igiene. Il ciuccio si può sterilizzare con metodi domestici o strumenti appositi.

I pediatri raccomandano di procedere alla sterilizzazione almeno nei primi 6 mesi di vita ma in generale sarebbe utile coprire il primo anno per non avere problemi poiché in questo periodo il sistema immunitario del bambino è più delicato



I ciucci sono realizzati con materiali altamente resistenti quindi questo rende possibile sterilizzare a temperature elevate senza problemi e senza rovinare il prodotto.

Questi non devono contenere bpa quindi è bene sempre controllare che vi sia la dicitura 0% bpa. Le normative europee stabiliscono che la formaleide non può essere contenuta nei prodotti per bambini ma è sempre meglio controllare per accertarsi della provenienza.

Alcune persone quando il ciuccio cade lo passano sotto l’acqua corrente e poi lo danno nuovamente al bambino. Tuttavia questa tecnica non ha alcuna utilità perché l’acqua non sterilizza il ciuccio né lo pulisce e quindi i germi possono essere passati comunque.

Sterilizzare è importante e fondamentale perché lo streptococcus che si può facilmente passare nei neonati può generare delle colonie e portare ad otiti, mughetto, parassiti intestinali ma anche problemi a lungo termine come le carie.


Quando sterilizzare il ciuccio?

Il ciuccio andrebbe sterilizzato almeno un paio di volte durante il giorno, poiché stando a contatto con la saliva anche se non cade può sviluppare germi e batteri.

Lavarlo non basta perché i virus sono resistenti e l’acqua corrente non ha alcun potere, non usare agenti chimici aggressivi o prodotti detergenti poiché dopo deve essere utilizzato da un neonato, meglio prediligere una sana sterilizzazione e poi un lavaggio sotto acqua tiepida senza l’aggiunta di altri prodotti.

Il ciuccio inoltre deve essere sterilizzato ogni volta che cade, viene toccato con le mani da terzi, viene posto su un mobile/tavolo o comunque tutte le volte che entra in contatto con qualosa che potrebbe veicolare germi e batteri.


Come disinfettare il porta ciuccio?

Molti si concentrano sul ciuccio ma si dimenticano del porta ciuccio che può essere comunque un ricettacolo di germi e batteri. Bisogna pulirlo sempre con attenzione.

Questo non può essere posizionato in acqua bollente e da qui sorge il problema, l’ideale è impiegare una soluzione a base di clorexidina allo 0.12%.

Questa sostanza è utilizzata per i colluttori ma ha un potere disinfettante, può essere posta a contatto con la bocca senza problemi e quindi non rischia di far subentrare altri problemi per il bambino.

La soluzione si può anche portare con sé facilmente quando ci si sposta, magari in un piccolo spruzzino da usare per l’occasione.

Gli sterilizzatori a raggi UV sono indicati perché utilizzato la luce ultravioletta, sterilizzano al 99% eliminando ogni tipo di germe e batterio e sono utilizzabili su ogni tipo di materiale.

Ci sono in vendita le lampade ma anche dei contenitori in cui basta chiudere il porta ciuccio per un paio di minuti.


Come sterilizzare il ciuccio in pentola?

Questo è il metodo classico della nonna, il più antico e utilizzato nel mondo. Non servono strumenti ma solo una pentola con acqua bollente in cui immergere il ciuccio.

Va lasciato almeno cinque minuti e l’acqua deve bollire in modo avanzato almeno da un paio di minuti. Per toglierlo bisogna impiegare uno strumento pulito, tirandolo dalla parte esterna. Asciugarlo, passarlo sotto l’acqua fredda e poi darlo al bambino.

Non ci sono controindicazioni, la metodica è semplice anche se scomoda perché bisogna fare attenzione con l’acqua bollente.

Talvolta è la soluzione quando si è a casa di terzi e non si hanno gli accessori oppure quando ci si trova per strada e si può chiedere a un bar di effettuare la procedura.

Come si sterilizza il ciuccio nel microonde?

La sterilizzazione in microonde è ideale per ottenere un ottimo risultato in breve tempo. Esistono contenitori appositi che permettono di posizionare il ciuccio nel forno senza problemi, sono appositamente studiati per questo utilizzo e si trovano in farmacia e nei negozi.

La vaschetta si riempie d’acqua e si immerge il ciuccio, quindi si posiziona lo stesso nel microonde. Bastano pochi minuti e il ciuccio è sterilizzato.

Non ci sono contro ma bisogna avere un forno a microonde in casa o la vaschetta con sé quando ci si trova da ospiti.


Come si sterilizza il ciuccio con i raggi UV?

La radiazione ultravioletta germicida ha il potere di sterilizzare grazie alla luce UV con lunghezze d’onda comprese tra la banda UV-C che permette di modificare il DNA e l’RNA dei microorganismi e quindi di danneggiarli ed eliminarli.

Si può disinfettare qualunque cosa ed è altamente efficace. Questi sterilizzatori sono compatti, funzionali e leggeri, esistono anche ultra piccoli da portare in borsa.

Bastano batteria o USB per farlo funzionare e si eliminano il 99% degli agenti patogeni senza prodotti chimici e in soli 2 o 3 minuti. Le lampade possono essere anche a vapore di mercurio ma in questo caso sono più sofisticate.

Tra i vantaggi c’è la semplicità di utilizzo tra gli svantaggi sicuramente il prezzo. L’UV è dannoso per l’uomo quindi bisogna fare attenzione quando si utilizzano questi dispositivi che sono comunque sempre strutturati con sistemi di sicurezza avanzati.


Come si sterilizza il ciuccio con i sistemi elettrici?

Gli sterilizzatori elettrici sono utili perché vengono venduti con tutti gli accessori utili a semplificare il funzionamento e il processo di sterilizzazione.

Sono facili da utilizzare e minimizzano il lavoro, utili soprattutto per sterilizzare più ciucci contemporaneamente, hanno un prezzo abbordabile e garantiscono pulizia approfondita. Ne esistono comunque di tipologie differenti:

Sterilizzatore a freddo – sono sterilizzatori che usano come metodo degli agenti chimici che vengono poi acquistati in farmacia. Sono pasticche o liquido e vanno a combattere sui microorganismi. Questi sono meno dannosi per la durata del ciuccio, di contro si tratta sempre di prodotti chimici.

La nota positiva è che non occorre corrente, questi funzionano semplicemente come contenitori in cui si inseriscono acqua e pasticche o liquidi. Si possono utilizzare ovunque, ne esistono anche di piccolini portatili e tutto sommato sono piuttosto comodi. I ricambi si possono acquistare ovunque, lo sterilizzatore a freddo però richiede tempo.

Sterilizzatore a caldo – Sono molto utilizzati perché funzionano con l’elettricità e quindi sono ottimali ma anche rapidi. In mezz’ora possono pulire tutto grazie alla potenza del vapore. È possibile stabilire anche la temperatura, tuttavia questi tendono ad usurare progressivamente i prodotti perché utilizzano il calore forte.

Il dato positivo di questo modello è la praticità e la mancanza di prodotti chimici, non bisogna acquistare nulla periodicamente perchè tutto avviene mediante l’impiego del vapore caldo. Inoltre questa tipologia permette talvolta di sterilizzare anche altri prodotti all’interno.


Come scegliere uno sterilizzatore?

Per acquistare uno sterilizzatore bisogna considerare le caratteristiche fondamentali del prodotto e anche le proprie necessità: c’è chi preferisce un prodotto rapido, chi invece lo utilizza una volta tanto quindi vuole qualcosa garantito al 100%, chi invece vuole uno strumento portatile.
I marchi in commercio sono svariati e quindi c’è scelta sia per il modello che per la tasca.


Metodi di ricarica

Uno dei dettagli che bisogna considerare è il metodo di ricarica, ci sono quelli che funzionano con una presa USB, quelli che richiedono le batterie, quelli che non hanno bisogno di nulla e quelli che invece hanno bisogno della corrente elettrica.


Cosa si vuole sterilizzare

Alcuni sterilizzatori offrono la possibilità di sterilizzare oltre al ciuccio anche il porta ciuccio e altri piccoli oggetti come le tettarelle. Questo dipende dalle proprie abitudini ma certamente è conveniente acquistare un solo prodotto per fare tutto.

Lo sterilizzatore ampio per tutto chiaramente però non è facile da trasportare quindi bisogna considerare questa limitazione.

Sterilizzare il ciuccio e il porta ciuccio è necessario, ci si può affidare a strumenti appositi o scegliere di farlo in modo semplice in acqua bollente.

L’importante però è sempre prestare massima attenzione affinché il bambino possa essere sempre sano e protetto ed evitare il contatto con i batteri. Per una migliore sterilizzazione cambiare sempre il ciuccio una volta ogni due mesi ed acquistarlo in silicone.


Non improvvisare e non sperimentare metodi strani e soprattutto non aggiungere mai prodotti di alcun tipo se non espressamente indicati e previsti per la sterilizzazione.

Va ricordato che il ciuccio è sensibile e viene posto nella bocca del bambino, se a contatto con prodotti che lo alterano può compromettere la sua funzionalità e soprattutto diventare anche pericoloso per il neonato.

Pro Contro