Scala Richter: significato, descrizione e spiegazione del suo utilizzo, insieme alla distinzione rispetto alla scala Mercalli

Scala Richter: significato, descrizione e spiegazione del suo utilizzo, insieme alla distinzione rispetto alla scala Mercalli

La magnitudo e l’intensità di un terremoto sono concetti fondamentali per comprendere la forza e gli effetti di un sisma. Esse si riferiscono rispettivamente alle scale di misurazione Richter e Mercalli. Mentre la magnitudo valuta l’energia rilasciata dal terremoto attraverso l’uso di sismografi, l’intensità misura i danni provocati sulla superficie terrestre e sulle strutture.

Ma cosa significa esattamente quando sentiamo parlare di magnitudo nove? A cosa corrisponde questo valore massimo sulla scala? La magnitudo, come indicato dalla scala Richter, rappresenta una stima dell’energia liberata da un terremoto. Tuttavia, è importante sottolineare che questo valore non è da confondere con l’entità dei danni effettivamente causati dal sisma, la quale viene invece quantificata tramite la scala Mercalli.

Ma da dove proviene la scala Richter e in che modo si differenzia dalla scala Mercalli? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo tornare agli studi e alle ricerche condotte da Charles F. Richter, che nel 1935 propose di utilizzare una scala logaritmica per quantificare la magnitudo di un terremoto. Contestualmente, la scala Mercalli si concentra sulle conseguenze nefaste di un terremoto, considerando i danni subiti dall’ambiente circostante, dalle costruzioni e dagli individui.

Queste due scale, sebbene diverse, sono entrambe cruciali per comprendere la portata e gli effetti di un terremoto. Una misurazione accurata della magnitudo e dell’intensità di un terremoto può contribuire notevolmente alla prevenzione e alla gestione dei rischi sismici, permettendo di adottare le misure necessarie per proteggere la vita e le infrastrutture.

Qual è il significato e il funzionamento della scala Richter?

Inizialmente creata per valutare la magnitudo dei terremoti sulla faglia di San Andreas, in California, venne

La scala Richter è stata ideata dal geofisico americano Charles Richter insieme al collega Beno Gutenberg nel 1935. Inizialmente creata per valutare la magnitudo dei terremoti sulla faglia di San Andreas, in California, venne in seguito estesa a livello globale.

Richter si rese conto che terremoti di diversa intensità producevano oscillazioni differenti nei sismogrammi, anche se avevano lo stesso epicentro. Questo lo portò a sviluppare l’idea di una scala che permettesse di misurare l’energia sprigionata da un terremoto.

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Il concetto alla base della scala è abbastanza semplice: osservando l’ampiezza massima del segnale registrato sul sismografo e conoscendo la distanza tra il sismografo e l’ipocentro, è possibile stimare l’energia sprigionata dal terremoto.

Qual è il metodo di misurazione della magnitudo di un terremoto in scala Richter?

  Quali sono stati i terremoti più gravi di tutti i tempi?

La scala di Richter, ideata da Charles Francis Richter, è un metodo di misurazione della magnitudo sismica, ovvero la quantità di energia rilasciata durante un terremoto. Questa scala si basa sull’uso di strumenti chiamati sismografi, in grado di registrare l’ampiezza delle onde sismiche generate dal terremoto.

Richter si trovò di fronte a una sfida: i sismografi erano estremamente sensibili e l’ampiezza del movimento terrestre poteva variare considerevolmente. Ciò significava che tra un terremoto e un altro si apriva un’enorme scala di misurazione, difficilmente leggibile. Per risolvere questo problema, Richter decise di comprimere la scala utilizzando un logaritmo, che rappresenta una progressione in scala di dieci. In pratica, ciò significa che tra un grado e l’altro della scala di Richter, l’ampiezza del movimento del terreno è 10 volte maggiore e l’energia sprigionata è di circa 30 volte superiore.

Un esempio chiarificatore: un terremoto di magnitudo 5 rispetto a uno di magnitudo 4 ha uno spostamento del suolo 10 volte maggiore e un’energia liberata e quindi potenzialità di creare danni circa 30 volte superiore. Mentre un terremoto di magnitudo 5 rispetto a uno di magnitudo 3 ha un’ampiezza di spostamento 100 volte maggiore e un’energia liberata circa 1000 volte superiore.

Inoltre, è importante sottolineare che la scala di Richter non ha un limite superiore: maggiore è la forza del terremoto al suo ipocentro, cioè il punto nel sottosuolo dove ha origine la propagazione delle onde, maggiore sarà la magnitudo registrata. Infatti, il terremoto più potente mai registrato è stato quello di Valdivia, in Cile, con una magnitudo pari a 9.5.

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Qual è la differenza tra la scala di magnitudo Richter e la scala di intensità sismica Mercalli?

Ad esempio, una scossa fortissima potrebbe registrare un grado 0 sulla scala Mercalli e un 9

La scala Richter e la scala Mercalli sono due strumenti distinti utilizzati nella sismologia per valutare i terremoti. Mentre la scala Richter misura la magnitudo di un terremoto, ovvero la quantità di energia rilasciata, la scala Mercalli valuta l’intensità del sisma basandosi sui danni arrecati alle strutture umane e allo sconvolgimento del suolo. La Mercalli, ideata nel 1902 dal sismologo italiano Giuseppe Mercalli, è composta da 12 gradi, con il primo grado percepito solo dagli strumenti e il dodicesimo che porta a una vera e propria apocalisse.

Durante un terremoto, i danni a cose e persone possono essere molto gravi. Il terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908, ad esempio, ha causato circa 60mila vittime, mentre il terremoto in Cina del 1976 ne ha provocate 650mila. Questi numeri non dipendono solo dalla forza della scossa, ma anche dalla densità demografica, dalla qualità delle costruzioni e dalla conformazione geologica dell’area colpita.

La scala Mercalli utilizza come parametro di grandezza l’intensità, in quanto al tempo di Mercalli non era ancora stata introdotta la magnitudo. E’ importante notare che le due scale possono fornire risultati molto diversi tra loro. Ad esempio, una scossa fortissima potrebbe registrare un grado 0 sulla scala Mercalli e un 9 sulla scala Richter se si propagasse in un deserto.

Un altro punto da considerare è che due terremoti di uguale forza che hanno lo stesso epicentro ma due ipocentri diversi avranno la stessa magnitudo ma una diversa intensità, producendo danni diversi. È un po’ come far esplodere una stessa bomba con lo stesso carico esplosivo a pochi centimetri sotto i nostri piedi e a 100 metri di profondità: pur avendo la stessa potenza, i danni saranno diversi.

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Quali sono stati i terremoti più gravi di tutti i tempi?

Un aspetto fondamentale da considerare riguardo all’entità dei terremoti è il momento e il luogo in cui avviene il sisma. Infatti, un terremoto di magnitudo 4 può risultare devastante in una città dalla struttura molto fragile, cosa purtroppo comune in passato. D’altra parte, un terremoto di magnitudo 8 in un edificio a prova di sisma in Giappone potrebbe non causare eccessivi danni.

I terremoti più distruttivi mai registrati sono stati quello in Cile nel 1960, che ha raggiunto una magnitudo di 9,5 gradi, provocando uno tsunami e centinaia di migliaia di vittime. Successivamente si registrano il terremoto di Sumatra nel 2024, quello dell’Alaska nel 1964 e quello del Giappone nel 2024. Tutti questi hanno raggiunto una magnitudo uguale o superiore a 9, causando maremoti, distruzione e un numero impressionante di vittime. In particolare, il terremoto nell’Oceano Indiano, tra Sumatra e l’Indonesia, ha provocato la morte di 300.000 persone.