Come Mozilla propone delle nuove icone per la gestione della privacy

Come Mozilla propone delle nuove icone per la gestione della privacy

Di recente abbiamo avuto modo di discutere ampiamente della delicata questione della privacy online. È noto quanto siano numerosi i siti che tentano di carpire informazioni sulle tue abitudini di navigazione, e come sempre più spesso i tuoi dati personali vengano diffusi impropriamente.

In merito a ciò, la Federal Trade Commission ha proposto le Do Not Track list, mentre diverse contromisure sono state adottate da vari browser e piattaforme online, tra cui le nuove versioni di Facebook e Internet Explorer. Ad aggiungersi a questa lotta per la tutela della privacy è Mozilla, che ha varato un nuovo sistema per mettere in luce le politiche di gestione dei dati adottate dai siti web.

Si tratta dei Privacy Icons, dei piccoli “bollini” che i gestori dei siti saranno tenuti ad utilizzare per indicare in che modo trattano la tua privacy. Tutto ciò mi fa pensare ai simboli dei Creative Commons per il diritto d’autore: una rapida occhiata e saprai subito se il servizio utilizza i tuoi dati solo per fini leciti, se questi non vengono venduti o ceduti a agenzie pubblicitarie, e per quanto tempo rimangono memorizzati.

Come ha illustrato il designer Aza Raskin, sono previste anche delle “versioni in negativo” dei bollini, dalle tonalità rosse, che metteranno in evidenza l’eventuale uso improprio dei dati. Qui mi permetto di inserire una considerazione personale: la necessità che un sito debba esplicitare in modo così chiaro le proprie malefatte può suscitare qualche perplessità, ma l’opinione dello staff Mozilla è lapidaria: se i Privacy Icons diverranno di uso comune, i siti che non ne faranno uso saranno automaticamente etichettati dagli utenti come poco affidabili, fino al punto da subire un vero e proprio discredito.

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Non trovi che questa sia un’idea interessante? La lotta per la privacy online si arricchisce così di nuove armi, e forse è proprio quello di cui abbiamo bisogno in un mondo digitale sempre più invadente.