Come pulire lo schermo della TV?

Anche se rispetto alla vecchia tecnologia del tubo catodico quella a schermo piatto è molto meno impegnativa dal punto di vista ed elettricità statica, resta comunque il fatto che pulire lo schermo per la TV è necessario, ma deve essere fatto con una discreta attenzione.

Infatti, a differenza della vecchia controparte che era realizzata in vetro spesso quasi un centimetro, se non di più, i moderni schermi LCD e OLED sono sottilissimi. Non sempre vengono realizzati in materiale duro, molto spesso sono di plastica speciale, che grazie a una lavorazione superficiale favorisce una visione migliore e più nitida.

Con i televisori e gli schermi dei PC di ultima generazione, spruzzino e carta sono assolutamente banditi perché il rischio di graffiarli è troppo alto. Rischieresti cosi di danneggiare il tuo televisore 4k per pura pigrizia. Ne vale la pena? Segui con attenzione la nostra rubrica e non commetterai questo errore😉


Come pulire TV al Plasma, LED, LCD e OLED

Per fortuna la tecnologia dietro lo schermo influenza molto poco il metodo di pulizia, ma tutti questi modelli, in particolare quelli al plasma, nascondono strati estremamente sottili di materiali fragilissimi. Anche gli schermi che impiegano tecnologia a LED, gli LCD e OLED sono altrettanto fragile e bisogna quindi prestare il massimo dell’attenzione.

Per prima cosa ci si deve munire di un panno in microfibra. Si tratta di un materiale sintetico, estremamente flessibile e morbido, che grazie alla sua struttura senza trama consente di rimuovere tutta la polvere che invariabilmente finisce per accumularsi sullo schermo e che soprattutto quando è spento risulta ben visibile. Questo in particolare con le tecnologie dove il nero è particolarmente profondo, come l’OLED.

Bisogna passare con delicatezza il panno in microfibra su tutta la superficie dello schermo, a secco, con moto circolare per non lasciare aloni. Se però ci sono delle macchie, a esempio dovute a uno starnuto, è completamente inutile cercare di strofinare più forte.

Anzi non bisogna mai pigiare più di tanto su questi schermi, perché il rischio di schiacciare e far collassare alcuni degli elementi è troppo alto per essere trascurato. Il materiale plastico con cui sono realizzati gli schermi, per fortuna, è piuttosto resistente dal punto di vista chimico e può essere trattato con diversi prodotti per uso casalingo.

In particolare sono utili acqua e aceto, ovviamente quello per pulizie raffinato e depurato, non quella cucina che è pieno di particelle che gli donano il suo sapore particolare.

Basta inumidire leggermente il panno in microfibra e procedere esattamente con il metodo identico a quello a secco, facendo sempre movimenti circolari per evitare di lasciare sgradevoli aloni. Il panno non deve gocciolare, l’umidità serve solo per sciogliere le macchie quanto basta.

Se però dovessero restare degli aloni, a questo punto basta passare con il panno asciutto, sempre con moto circolare, fino a quando non sono completamente spariti.

In alternativa si può utilizzare acqua e alcol, ma qua bisogna stare molto attenti. Non va assolutamente impiegato quello denaturato per le finestre oppure quello alimentare o etilico, perché potrebbero danneggiare la superficie e lasciare bruttissime ombre nel migliore dei casi.

Bisogna invece utilizzare l’apposito alcool isopropilico che si impiega anche per la pulizia dei contatti in elettronica ed è disponibile in flaconcini. Si fa una miscela 50 e 50 con acqua del rubinetto, ricordando però che il trattamento va fatto a umido. Quindi il panno microfibra non deve essere gocciolante, altrimenti rimangono macchie.

Assolutamente mai fare il trattamento di pulizia dello schermo mentre il computer o il televisore sono accesi e attaccati alla rete, perché anche soltanto una goccia che riesca a filtrare oltre a cornicetta potrebbe causare un danno estremamente grave visto che la tensione di alimentazione interna è molto alta.

Inoltre lo schermo va fatto freddare, finché non è tornato a temperatura ambiente non si può provvedere alla pulizia. il rischio è quello di rompere la sua struttura cristallina.

Mai utilizzare ammoniaca, prodotti per vetro, acetone e altri solventi volatili, perché c’è il rischio letteralmente di squagliare lo strato plastico dello schermo, oppure di opacizzarlo.


Come pulire il telecomando

Dopo un po’ che si utilizza, qualsiasi telecomando inizia a riempirsi di residui grassi e appiccicosi, legati allo strato lipidico della pelle. Esistono sostanzialmente tre grossi tecnologie per la realizzazione di questo accessori: quella con i tasti in silicone, quelli di plastica e quelli ricoperti con un film completamente isolante.

Partiamo da questi ultimi che sono quelli più facili da trattare con un panno in microfibra. In questo caso lo sporco è sempre superficiale e non ci sono punti particolari in cui si può nascondere, basta un po’ di detergente o addirittura di semplice acqua per ottenere un buon risultato.

La plastica in cui sono ricoperti che telecomandi ha la stampa sotto lo strato trasparente e quindi non c’è il rischio di fare danni. Bisogna sempre utilizzare esclusivamente panno umido e non bagnato, per evitare shock elettrici, in questo caso al dispositivo e non a noi, visto che funziona a pile.

Se invece i tasti sono in in plastica dura, questi da una parte offrono il vantaggio di sporcarsi di meno dall’altra si espongono alla penetrazione di polvere nelle intercapedini. Se il panno in microfibra non dovesse bastare, conviene sempre utilizzare un pennellino duro, un po’ come quelli che si usano per il fard, per eliminare le parti ancora mobili dello sporco ed evitare che blocchino i tasti.

Dopo basta alcool isopropilico o un apposito prodotto detergente, evitando assolutamente gli spruzzini per le finestre, che potrebbero causare un brutto corto circuito come per il caso precedente.

Per ogni pulizia di materiale elettrico o elettronico il panno deve essere solo leggermente inumidito, perché altrimenti l’acqua danneggiarlo in maniera irreparabile.

Il terzo caso, invece, è quello più difficile, cioè i tasti in silicone. Infatti, oltre a tendere a diventare più appiccicosi in superficie, sono anche piuttosto fragili, perché il silicone non va d’accordo con tantissimi prodotti per la pulizia.

In particolare per silicone non si deve mai utilizzare l’alcool isopropilico e nessun tipo di alcol. Il risultato sarebbe quello di farlo diventare molliccio e in molti casi ritirare dopo l’evaporazione.

Il telecomando risulterebbe quindi da buttare. Bisogna sempre utilizzare un prodotto per il silicone. Una soluzione interessante è quella di scegliere un gel per la pulizia delle tastiere.

Si tratta di un materiale viscoso e appiccicaticcio, simile ai giochi per i bambini, che deve essere spalmato sul corpo del telecomando e che per effetto statico porta via tutte le tracce di sporco rimaste e può essere rimosso, senza lasciare nessun tipo di residuo.

Per tutti i telecomandi e in particolare quelli in silicone, inoltre, è importantissimo che nel caso di pulizie basate sull’acqua il panno sia soltanto leggermente umido, perché il materiale dei contatti non è traspirante.

Se anche soltanto un minimo di umidità dovesse finire sotto i tasti può rendere completamente inutilizzabile telecomando, perché ossida il conduttore.


Come pulire le casse della televisione

Per le casse degli altoparlanti dei televisori ci sono meno regole da seguire. Per quelli a schermo piatto di solito si utilizzano una soundbar e un subwoofer, mentre altre televisioni possono avere più satelliti e addirittura le colonnine.

In generale però il principio è sempre lo stesso. La parte in plastica può essere tranquillamente pulita con il panno in microfibra, ben asciutto o se ci sono macchie leggermente inumidito con acqua e aceto rettificato, non quello da cucina. Se ci dovessero essere puntini e macchie molto fastidiosi, al limite si può provare con un prodotto apposito.

In generale materiale plastico di cui sono realizzati implica che non si possa impiegare acetone o altri solventi volatili, basati sugli idrocarburi oppure consententi trielina perché scioglierebbero la plastica oppure la renderebbero opaca.

Per fortuna rispetto alla soluzione necessaria per lo schermo, le casse e gli altoparlanti sono molto più sicure, soprattutto quando si parla di subwoofer a terra, che possono essere tranquillamente puliti anche con gli spruzzini per le finestre senza fare danni. Devono però sempre essere staccati dalla corrente, per evitare shock elettrico.

Per quanto riguarda invece le protezioni in tela degli altoparlanti, di solito queste tendono impolverarsi parecchio e dipende tutto se si tratta di modelli asportabili oppure se sono fissi.

Nel primo caso conviene togliere la protezione e pulirla con un aspirapolvere, dopo averla scossa leggermente, evitando però di batterla su superfici, perché si potrebbe danneggiare la struttura del telaio in plastica.

In alternativa si può utilizzare un compressore per togliere lo sporco più ostinato e per eliminare ogni residuo. Va bene anche un piumino leggero o un pennellino.

Se però si vede che anche la superficie dell’ altoparlante risulta essere piena di polvere sporca, non bisogna mai assolutamente pulirla con detergenti di nessun genere, ma al limite utilizzando un panno in microfibra asciutto o un pennellino molto morbido, ma soltanto nel caso in cui lo sporco risulti essere veramente tanto.

Il rischio a cui si va incontro, infatti, è quello di perforare le sospensioni in foam cioè in gomma poliuretanica, che sono particolarmente fragili e che sebbene sono pensate per resistere vibrazioni si danneggiano immediatamente se vengono a contatto con punte, come stuzzicadenti o cacciaviti.

Il piumino può essere utilizzato ma per le sospensioni in foam ed altoparlanti, ma in generale bisogna comportarsi esattamente come si farebbe con il più delicato dei cristalli.

Pro Contro