Dismettiamo la falsa notizia riguardante i presunti scarichi nella diga di Ridracoli e il loro presunto ruolo nelle alluvioni in Emilia-Romagna

Dismettiamo la falsa notizia riguardante i presunti scarichi nella diga di Ridracoli e il loro presunto

è triste e preoccupante dover affrontare la diffusione di notizie false e complottiste in un momento così delicato come quello delle recenti alluvioni in Emilia-Romagna e nelle Marche.

In particolare, si è diffuso un audio che accusa un presunto “potere forte e occulto” di aver provocato le alluvioni mediante il rilascio controllato di acqua dalla diga di Ridracoli. Questa affermazione è del tutto infondata e priva di qualsiasi base scientifica.

La diga di Ridracoli è una struttura che ha lo scopo di regolare il flusso del fiume Bidente e di prevenire le alluvioni, non certo di provocarle. Non esiste alcuna prova o evidenza che supporti la teoria del rilascio volontario di acqua per fini malvagi.

È doveroso sottolineare che le alluvioni sono causate da condizioni meteorologiche estreme e non da manovre di controllo delle dighe. Inoltre, attribuire la siccità e le alluvioni a complotti e manovre segrete è una distorsione della realtà che contribuisce solo a diffondere paura e disinformazione.

Rivolgendoci a fonti autorevoli e studi scientifici, possiamo comprendere le reali cause delle alluvioni e della siccità, che vanno ricercate nelle variazioni climatiche a livello globale e nella gestione sostenibile delle risorse idriche.

In momenti di emergenza e difficoltà, è fondamentale affidarci a informazioni accurate e verificate, lasciando da parte il sensazionalismo e le teorie del complotto che non trovano riscontro nella realtà.

Siamo tutti chiamati a contribuire a una maggiore consapevolezza e comprensione delle dinamiche naturali e a promuovere un approccio razionale e scientifico alle sfide ambientali che dobbiamo affrontare. Solo così potremo affrontare con maggiore efficacia e solidarietà le calamità naturali che colpiscono le nostre comunità.

Come avviene il processo di tracimazione della diga di Ridracoli

Inoltre, attribuire la siccità e le alluvioni a complotti e manovre segrete è una distorsione della

La diga di Ridracoli, situata in provincia di Forlì in Emilia-Romagna, svolge un ruolo fondamentale nella gestione delle acque per la sicurezza del territorio romagnolo. Questa imponente struttura funziona in modo simile a un lavandino: quando l’acqua accumulata raggiunge livelli elevati, viene rilasciata in modo controllato attraverso apposite aperture per evitare alluvioni a monte e a valle della diga.

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La diga di Ridracoli dispone di diversi scarichi, tra cui uno a fondo che alimenta il prosieguo del fiume Bidente in modo continuo, e altri appositamente progettati per il rilascio controllato dell’acqua in eccesso. In particolare, ci sono 8 aperture rettangolari appena sotto il coronamento della diga, con una portata complessiva di 600 m 3/s, che consentono il rilascio dell’acqua in modo sicuro.

Negli ultimi vent’anni, la diga ha regolarmente accumulato e rilasciato acqua in modo controllato, seguendo un andamento annuale simile. Gli episodi di tracimazione non sono rari, e nei grafici consultabili sul sito ufficiale di Romagna Acque – Società delle Fonti S.p.a., si può notare che negli ultimi due anni e mezzo l’acqua si è accumulata durante l’autunno e poi è stata rilasciata gradualmente durante l’estate, per scopi potabili, agricoli ed idroelettrici.

Nel maggio di quest’anno, la tracimazione è avvenuta quando l’invaso ha raggiunto la sua capienza massima di circa 33 milioni di m 3 d’acqua e il livello massimo di quota di 557,3 metri sul livello del mare. A questo punto, l’acqua è tracimata attraverso le 8 aperture, senza causare pericolose inondazioni grazie al “bacino di smorzamento” che riduce l’impatto dell’acqua in caduta e ne regola il rilascio nel fiume Bidente.

La diga di Ridracoli svolge quindi un ruolo fondamentale nell’evitare alluvioni e nel gestire in modo sicuro l’acqua accumulata, contribuendo alla sicurezza e al benessere del territorio romagnolo.

Un’affidabile strategia di regolazione del ritmo per mezzofondisti

  Rivolgendoci a fonti autorevoli e studi scientifici, possiamo comprendere le reali cause delle alluvioni

Nella scorsa settimana si è verificata una situazione eccezionale dovuta alla quantità di pioggia caduta, che ha provocato il traboccamento della diga e richiesto un’operazione di rilascio controllato dell’acqua. Il presidente di Romagna Acque, Tonino Bernabè, ha dichiarato che ci si è coordinati con la Protezione Civile, la Provincia di Forlì-Cesena e la Regione Emilia Romagna per evitare inondazioni e controllare il flusso d’acqua.

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Il rilascio dall’uscita di mezza-fondovalo ha avuto inizio prima del picco delle piogge per precauzione, la sera del 15 maggio ed è stato interrotto la mattina del 16 maggio quando la situazione a valle era diventata critica. Successivamente, in data 17 maggio, lo scarico è stato ripreso, sempre con l’obiettivo di controllare il flusso d’acqua e limiteare i danni dovuti all’abbondante pioggia. Per donarvi un’idea della quantità d’acqua rilasciata tramite lo scarico di mezzofondo, sappiate che si è passati da un massimo di 130 m 3/s a 16 m 3/s il 15 e 20 m 3/s il 17 maggio.

Conclusioni

Gli episodi di tracimazione non sono rari, e nei grafici consultabili sul sito ufficiale di Romagna

La diga di Ridracoli ha svolto efficacemente il suo compito durante l’evento di tracimazione. Le procedure di emergenza per ridurre la quantità d’acqua all’interno della diga, mediante ulteriori rilasci dallo scarico di mezzofondo, sono state necessarie e seguono quanto previsto dal progetto e dalla normativa. Inoltre, queste attività sono state concordate con tutte le autorità territoriali competenti. In sintesi, possiamo dire che la diga ha contribuito a contenere, piuttosto che aggravare, l’alluvione.