Gli hacker noti come Anonymous Italia perpetrano un nuovo attacco informatico ai Sindacati di Polizia

Gli hacker noti come Anonymous Italia perpetrano un nuovo attacco informatico ai Sindacati di Polizia

Che legge, ti trovi immersa in un contesto di tensione digitale suscitato dall’azione degli hacker Anonymous. Si narra di un fine settimana agitato, in cui i due più importanti organi sindacali della Polizia sono stati presi di mira dai cyber attivisti.

Immagina un mondo digitale sconvolto, in cui i database dei sindacati, luoghi di difesa dei lavoratori, sono stati messi sottosopra, digitalmente parlando, da questi misteriosi attaccanti. Il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia ha subìto il furto di circa 16 mila account email, mentre il Sindacato Autonomi di Polizia ha visto la sottrazione di dati sensibili, inclusi indirizzi email privati, resi pubblici senza alcuna pietà.

Eppure, dietro a questo tumulto digitale, si intravede un velo di critica sociale e politica. Gli Anonymous, toccati dalle controversie con le autorità, hanno deciso di manifestare il proprio dissenso in Rete, usando il potere dell’anonimato digitale per far sentire la propria voce.

Ma l’azione non si ferma qui. Gli stessi hacker hanno già preannunciato una nuova operazione, #OpRevenge/OpTrasparenza, con la quale potrebbero coinvolgere altri soggetti legati alle forze dell’ordine, pubblicando ulteriori documenti e dati privati.

Ci si trova di fronte a un teatro digitale, dove la lotta per la trasparenza e la giustizia si trasforma in una guerra invisibile, che potrebbe coinvolgere tutti noi, come pedine su una scacchiera virtuale. Siamo di fronte a nuove forme di attivismo e protesta, che attraversano il confine tra il mondo reale e quello digitale, dando voce a chi, altrimenti, resterebbe in silenzio.

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