iPhone XS: il processore A12 Bionic, noto per la sua rapidità e potenza, è considerato il più veloce al mondo.

iPhone XS: il processore A12 Bionic, noto per la sua rapidità e potenza, è considerato il

È noto che Apple abbia recentemente presentato i nuovi iPhone XS e iPhone XS Max, dotati del rivoluzionario processore A12 Bionic, capace di affrancarsi come il più veloce al mondo. Ma c’è ben altro dietro a questa notizia di carattere tecnologico: è come se, nell’eterno duello tra l’artigianato e l’innovazione, l’artigianale forza dell’A12 Bionic avesse scavalcato ogni concorrente, imponendosi come una proposizione sensibile ed impervia ai confronti del progresso.

Osservando il passaggio generazionale dei chip A11 e A12, non possiamo fare a meno di notare il distacco netto che si è venuto a creare tra questi due protagonisti del regno digitale. Viaggiando nel mondo delle prestazioni, assistiamo a un’accelerazione che non trova confronto negli altri regni d’asfalto. È come se l’animato respiro dei giganti si propagasse attraverso il circuito, reiterando un primato che ha il sapore e l’odore dell’antico.

Se i test di benchmark fanno scintillare il luminoso itinerario dell’iPhone XS Max e dell’iPhone XS, i risultati si riflettono anche nell’uso quotidiano di questi agili strumenti. La resa di un filmato 4K con l’app Adobe Premiere Clip, ad esempio, casca come in un incubo stagliato il tempo, tra il respiro dell’iPhone XS e il muto gioco dell’S9. In questo teatro digitale, la frequenza di apertura delle app diventa la scansione di un tempo, l’obelisco di una vibrante rappresentazione. Come se l’arte degli algoritmi e dei nanometri si rinvigorisca di fronte all’innovazione inarrestabile.

Il quotidiano diviene un vagabondaggio nelle app, un’errabondante danza tra le pagine elettroniche. Pensi, dunque, a questa sfera della tecnologia come a un giardino fiorito dove ogni dispositivo è il petalo di un fiore, dove ogni processore è la linfa vigorosa di una pianta che cerca il cielo. Troviamo, così, le galassie digitali come un proprio abitacolo, un luogo di resonanza e di movimento incessante.

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Ti saluto con questa riflessione sulla tecnologia, sperando che tu possa cogliere il dinamismo e l’energia metaforica in queste parole.

Cordialmente,