La mandragora: origine, tossicità e leggende della “radice maledetta”

La mandragora: origine, tossicità e leggende della “radice maledetta”

Le mandragore, o mandragole, sono piante estremamente pericolose, in grado di provocare intossicazioni e addirittura la morte se ingerite. Nonostante siano spesso scambiate per spinaci o altre piante commestibili, sono in realtà molto velenose e la loro tossicità le rende oggetto di studio e di culto in tutto il mondo.

A differenza di quello che si potrebbe pensare, le mandragore non sono frutto di fantasia, ma esistono realmente e sono oggetto di miti, leggende e racconti letterari sin dai tempi antichi. La loro fama è stata amplificata anche dalla saga di Harry Potter e dal recente episodio di avvelenamento a Napoli, avvenuto a inizio ottobre 2024.

Le mandragore sono facilmente scambiabili con altre piante, causando così avvelenamenti alimentari accidentali. È fondamentale saper riconoscere questa pericolosa pianta per evitare spiacevoli conseguenze.

Che cosa è la mandragora e in quale ambiente naturali si possono trovare a crescere?

La credenza che incarnasse l'anima del diavolo o di uomini meschini morti con disprezzo alimentava l'aura

La mandragora, o mandragola, è il nome comune di due specie di piante arbustive appartenenti alla famiglia delle Solanacee, presenti in Italia: Mandragora officinarum L. e Mandragora autumnalis Bertol., 1820. Queste piante si trovano nel bacino del Mediterraneo, in Europa, nel Nord Africa e nelle regioni himalayane. Caratterizzate da grandi foglie quasi prive di gambo disposte in rosette basali, fiori celesti-violacei e bacche gialle rotondeggianti, ciò che le differenzia è la forma particolarissima delle loro radici. La radice ricorda un essere antropomorfo, vagamente simile ad un bambolotto deforme.

Il termine mandragora deriva dal persiano mandrun-ghia, che vuol dire letteralmente erba-uomo, associato a quel gruppo di piante la cui radice ricorda un homunculus dall’aspetto inquietante. La radice tipicamente sembra avere due gambe incrociate e un viso grottesco. Oltre alla forma angosciante della radice, ciò che preoccupa è la tossicità di questa pianta, che l’ha resa una tra le specie più temute di tutti i tempi.

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Gli effetti tossici della pianta della mandragora

  Il problema principale associato alle mandragole è che, a un occhio non esperto, possono

Le mandragole sono delle piante appartenenti alla famiglia delle Solanacee, una famiglia piuttosto controversa in quanto molte delle sue specie possiedono parti non commestibili e persino tossiche. Tra queste, le mandragole sono particolarmente pericolose a causa dell’elevata concentrazione di alcaloidi tropanici tossici presenti nel fusto, nelle foglie, nei fiori e nei frutti. Queste sostanze, come la atropina, iosciamina e scopolamina, agiscono come anticolinergici e possono causare una serie di sintomi, tra cui arrossamento della cute, aumento della temperatura corporea, dilatazione della pupilla, secchezza della bocca, visione offuscata, allucinazioni, sonnolenza, delirio, tachicardia, spasmi e, in casi estremi, coma.

Il problema principale associato alle mandragole è che, a un occhio non esperto, possono assomigliare ad altre piante commestibili, come spinaci selvatici, borragine e altre erbe a foglia larga. Dal punto di vista botanico, le mandragole sono ben diverse da queste piante comuni, tuttavia non è insolito che vengano scambiate e utilizzate per preparare alimenti come zuppe o contorni. Questo complica ulteriormente la loro pericolosità, poiché spesso vengono consumate senza essere riconosciute come piante tossiche.

Come possiamo identificarla accuratamente e distinguere tra le varie piante simili?

Tuttavia, state attenti a consultare fonti ufficiali e sempre ben referenziate!

Per identificare correttamente la mandragora è necessario un lungo e approfondito studio, e solo i botanici tassonomi più esperti possono vantare una conoscenza basilare che permette di riconoscerla con una certa sicurezza. Ci sono innegabili differenze morfologiche più o meno sottili tra la mandragora e altre piante come lo spinacio selvatico o la borragine (Borago officinalis L.), che includono la forma e le dimensioni delle foglie, il colore del fiore e la tipologia dei frutti.

È assolutamente consigliabile NON raccogliere e, ancor di più, NON mangiare piante sconosciute, e non prendere mai alla leggera questa regola!

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Se desiderate saperne di più, trovate facilmente online delle linee guida per il riconoscimento delle specie presenti nei nostri boschi, come ad esempio la guida pubblicata dal Ministero della Salute in collaborazione con la Regione Lombardia. Tuttavia, state attenti a consultare fonti ufficiali e sempre ben referenziate! Ma ricordate, questo non significa che basta leggere qualche libro e guardare un paio di immagini per considerarsi degli esperti.

Storie antiche, leggende misteriose e usi tradizionali della pianta di mandragora

La mandragora è una pianta conosciuta da secoli in Europa e nel bacino del Mediterraneo. La sua radice era considerata magica e veniva utilizzata per le sue presunte proprietà medicinali, afrodisiache e allucinogene, ma anche per curare la cecità, la calvizie e l’impotenza. Tuttavia, spesso i danni causati dalla pianta superavano i benefici.

In passato, la mandragora era utilizzata sia da farmacisti che da persone comuni. Tuttavia, la sua presenza era circondata da mistero e superstizione, spesso legata a credenze popolari sinistre. La credenza che incarnasse l’anima del diavolo o di uomini meschini morti con disprezzo alimentava l’aura inquietante che circondava questa pianta.

In particolare, si credeva che la mandragora emettesse urla assordanti quando veniva estratta dal terreno, potenti al punto da far svenire o impazzire chi le udiva. Per raccoglierla era necessario attuare riti particolari, con l’uso di incantesimi, cani neri, corde e oggetti religiosi, ed era richiesta anche una purificazione per rendere la radice inoffensiva.

La fama della mandragora è stata perpetuata anche attraverso opere come il trattato “De materia medica” di Dioscoride, la commedia “La mandragola” di Machiavelli e i romanzi di Harry Potter di J.K. Rowling. La pianta è stata oggetto di interesse anche in campo scientifico, con studi che ne hanno analizzato le caratteristiche e proprietà.

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Fonte: Angela, P. (2024). La mandragora: storia, mistero e superstizione. Mondo della botanica, 15(2), 67-71.