🥇 7 Migliori Giradischi (Le Meraviglie Dell’Analogico)

“Qualcuno cercava di convincermi che i CD fossero meglio dei vinili perché non hanno il rumore di fondo. Io gli ho risposto, ascoltami bene amico, la VITA ha rumore di fondo.”

John Peel, dj e giornalista musicale leggendario

Diciamocela tutta:

In un mondo come il nostro c’è sempre più fame di autenticità e di umanità, siamo stanchi del digitale, perché è astratto, invisibile, impalpabile.

CLICCA SUBITO QUI SE VUOI ANDARE DIRETTAMENTE ALLA LISTA DEI MIGLIORI GIRADISCHI SUL MERCATO

Come esseri umani invece siamo da sempre abituati a toccare le cose, annusarle, esperirle direttamente non come bit, informazioni virtuali, ma come veri oggetti.

https://www.youtube.com/watch?v=Mt3z2CMYzHw
ascolta qui un confronto diretto CD – Vinile con un album dei Police

Gli amici a volte mi chiedono perché ascoltare la musica in vinile e non in cd 💿 o in mp3…

Io non dico niente a quel punto, resto in silenzio.

Mi avvicino allora allo scaffale della mia collezione di dischi, diretto alla lettera “V”.

Tiro fuori dalla custodia Astral Weeks di Van Morrison, e adagio delicatamente la puntina sui solchi.

🥇 7 Migliori Giradischi (Le Meraviglie Dell'Analogico)

Nella stanza ogni volta si ri-compie il miracolo.

Quella registrazione magica cattura l’anima anche degli animi più aridi e indifferenti alla Musica.

Poi ripeto subito dopo l’operazione facendo ascoltare lo stesso disco da CD…
E se mi sento particolarmente sadico gli faccio ascoltare anche la versione mp3 a 320kbps.

Non c’è bisogno a quel punto di aggiungere altro.

Il mio impianto audio certo finalmente è di buona qualità, quindi i difetti e i pregi di ciascun sistema di riproduzione vengono ancora di più amplificati.

Ma nessuno finora ha mai preferito la versione CD, la differenza è tanto ovvia e sconvolgente, specie se non si è abituati all’ascolto di un buon impianto analogico.

Sono innumerevoli i miei amici e conoscenti convertitisi al vinile di sana pianta.
Questi poi nel tempo cominciano a bombardarmi di domande, e io sono molto felice di dispensare consigli.

E’ sempre bello vedere qualcuno passare dall’altro lato della barricata: dal lato di chi la Musica la ama davvero e non la tratta come un semplice mezzo di consumo.

Vuoi imparare anche tu a godere al 100% della Musica senza compromessi sulla qualità del suono e soprattutto senza spendere un capitale?

Seguimi.

Sono Tony.
Da adolescente ascoltavo i dischi prevalentemente attraverso cd masterizzati, non era ancora l’epoca di Napster ed era difficile soddisfare la mia sete di musica con i pochi cd originali a 34 mila lire che potevo permettermi.

Avevo uno stereo elementare, un Pioneer ereditato da mio padre, un buon amplificatore, ma collegato a un lettore CD cinese.

Pensavo che i lettori CD fossero tutti uguali…

Non avevo assolutamente idea che l’audio dovendo passare dallo stato di “bit”, ovvero digitale, a quello analogico, ovvero riprodotto dalle casse dello stereo, passasse per uno step fondamentale: dal convertitore D/A dove D sta per Digitale e A sta per Analogico.

Un giorno mi trovai a fare visita a casa di mio zio Alfredo, a Milano, melomane sfegatato, appassionato cultore di Jazz ed inguaribile edonista.
Mi mise su a Kind of Blue di Miles Davis, versione CD.

Avevo lo stesso disco a casa, regalo di Natale dell’anno prima, lo avevo ascoltato un paio di volte ma non mi aveva particolarmente colpito, ero un rockettaro convinto ai quei tempi e le atmosfere fumose e languide del jazz non erano nelle mie corde…

Ma il suo era un lettore cd professionale, con un’ottima conversione D/A e con un amplificatore valvolare favoloso.

Fu come per un ateo vedere la Madonna.

CLICCA SUBITO QUI SE VUOI ANDARE DIRETTAMENTE ALLA LISTA DEI MIGLIORI GIRADISCHI SUL MERCATO

Quel disco suonava magico, i musicisti sembravano presenti nella stanza, e ora sì, adesso capivo perché venisse considerato uno dei più grandi dischi della storia!

“E questo non è niente, adesso te lo faccio ascoltare in vinile, prima stampa originale americana!”

Prima stampa originale americana? Che significava? Quella dicitura sottintendeva una differenza tra una stampa e un’altra, magari anche sonora, o di esecuzione, o chissà…

Fino a quel momento non mi ero mai fatto troppe domande sulle discografie, mettevo su il cd e via.

Ma ero a un crocevia della mia esistenza, mentre il contrabbasso di “So What” entrava e preparava il terreno per il sassofono di Coltrane sentivo già che la mia vita non sarebbe stata più la stessa:

Finalmente vedevo la luce. La versione in vinile era addirittura più viva di quella in CD, più tridimensionale, sembrava di essere in un fumoso club di New York negli anni 50, sentivo l’odore dei sigari, il tintinnare del ghiaccio nei bicchieri di gin. Sembrava di vedere Miles Davis, in un angolo concentrato, pronto a imbracciare la sua tromba.

Sentivo per la prima volta la Musica.

CLICCA SUBITO QUI SE VUOI ANDARE DIRETTAMENTE ALLA LISTA DEI MIGLIORI GIRADISCHI SUL MERCATO

Perché usare il giradischi invece dei lettori cd?

Il vinile assicura un suono più caldo, pastoso, coi transienti meno violenti, più dolci e musicali. Ovvero la batteria e gli altri strumenti suonano meno “spigolosi”, meno “violenti”, più a mio parere simili a quando li si ascolta nella realtà.

Gli strumenti si fondono meglio l’uno con l’altro, non sembra di stare ascoltando un’analisi chirurgica del mondo, bensì il suono ci giunge alle orecchie come un unicum, come un blocco musicale fuso. Esattamente come ascoltare un’orchestra o un’ottima band dal vivo.

Il giradischi sembrava passato di moda, sembrava avesse fatto il suo tempo negli anni 90, quando avvenne l’esplosione dei cd, e i vinili calarono drasticamente le loro vendite.

Ancora peggio quando arrivò sulla scena il tanto amato/odiato mp3, sembrava fosse giunta l’ora della fine per il magico vinile, relegato nei garage di qualche vecchio appassionato.

Quando sembrava che la gente si fosse abituata ad ascoltare la musica su supporti di c***a, finalmente ecco resuscitare il disco in vinile.

Era inevitabile.

La finta praticità dell’mp3, quando messa sul piatto con la bellezza delle copertine dei dischi, la qualità superiore dell’audio, la magia dell’analogico, non può che ritirarsi miseramente e perdere una battaglia ovviamente già scritta in partenza.

Nel cd avviene una decodifica audio partendo da bit, ovvero da sequenze di 0 e di 1, poi trasformate in audio, la stessa che avviene nei flac, o peggio ancora negli mp3.

Per quanto riguarda invece il vinile, c’è la puntina del giradischi che accarezza i solchi incisi meccanicamente e le vibrazioni vengono amplificate e diventano musica.

In un mondo come il nostro c’è sempre più fame di autenticità e di umanità, diciamocela tutta: siamo stanchi del digitale, perché è astratto, invisibile, come esseri umani invece siamo da sempre abituati a toccare le cose, annusarle, esperirle direttamene con come bit, informazioni virtuali, ma come veri oggetti.

Il rapporto materiale e anche affettivo che può instaurarsi tra una persona e un vinile, non può avvenire con il CD o con dei banali file su hardisc, o ancora più assurdamente con uno stream audio.

Tutti i vinili sono uguali? Vinili 180 grammi, ristampe, eccetera

Prima cosa occorre fare una precisazione: non tutti i vinili sono stampati da supporti analogici.

Prima dell’avvento del digitale il processo di registrazione e stampa della musica avveniva completamente in analogico, senza alcun passaggio nell’ambito del digitale.

Invece la produzione contemporanea di musica vede sempre più la coesistenza di apparecchiature ibride, che permettono di sfruttare il calore dell’analogico e la comodità del digitale.

Ciò è interessante anche per ciò che riguarda il mondo dei vinili, la prima stampa inglese di Led Zeppelin 1 viene sicuro da una filiera analogica, mentre l’ennesima ristampa remaster del 2020 molto probabilmente avrà visto almeno in parte nella sua realizzazione un ricorso al digitale, ovvero la sorgente audio è stata convertita in qualche momento in file audio.

Ma ciò significa minore qualità?

I remaster suonano sempre meglio/peggio delle prime stampe? Non è tutto oro quello che vinilica.

No, ci sono remaster ottimi, che migliorano la qualità dell’ascolto decisamente, ciò accade ad esempio nel caso di ottimi dischi che hanno subito produzioni mediocri, questo avviene soprattutto per quanto riguarda classici del passato, che possono avere nuova linfa con un ottimo remaster.

Al tempo stesso ci sono remaster che “inguaiano” il disco originale, sottoponendolo ad inutili “boost” digitali, ad esempio andando ad annacquare le batterie e rendendo il tutto più “artificiale” e “freddo”.

Esatto, questo può avvenire anche con delle ristampe in vinile. Può capitare cioè che una copia dello stesso album in cd suoni meglio della sua versione vinile perché magari rimasterizzata con maggiore cura.

Attenzione non sto parlando della differenza tra una copia fisica del cd all’altra, ma di diverse edizione, di anni diversi, di studi di mastering diversi, in questo caso fa fede la quarta di copertina per controllare quale ristampa abbiamo effettivamente tra le mani.

Ristampe giapponesi?

Di solito i remaster giapponesi sono rinomati per essere di qualità superiore, per questo è facile vedere nei negozi di audiofili cd o vinili con il bordino con scritte giapponesi.

Vinili 180 grammi, sono superiori?

A volte si legge la dicitura “vinile 180 grammi”. Ma 180 grammi è davvero sinonimo di maggiore qualità?

Un peso maggiore di un vinile è spesso associato a una migliore qualità audio, dato che i solchi sono meglio definiti, la puntina ha maggiore stabilità durante il tracking, maggiore stereo imaging, e in generale si presuppone ci sia stata più cura dietro per la realizzazione e il mastering dello stesso disco.

Chiariamo innanzitutto una cosa, il semplice peso superiore di un disco rispetto ad un altro non significa assolutamente migliore qualità audio.

Però la verità è che dato che le edizioni 180 grammi suonano effettivamente di solito meglio dato che semplicemente vengono curate meglio, la casa discografica di solito provvede a procurarsi fonte audio migliori, come ad esempio gli original tapes su cui venne registrato materialmente il disco ai tempi, e si utilizzano tecniche di processing superiori.

Un’altra differenza che rende di solito i vinili 180 grammi superiori è il fatto che viene usato vinile puro, vergine, e non riciclato, come di solito avviene per le produzioni regolari, per evitare che le impurità della plastica vinilica riciclata vadano ad inficiare il suono.

Che giradischi comprare ?

Giradischi a cinghia o a trazione diretta?

Il motore di un giradischi può essere a trazione diretta oppure a cinghia.

I giradischi per audiofili, quindi che garantiscono la massima qualità d’ascolto, la minore distorsione e il minore rumore possibili, sono a cinghia.

Questo tipo di trazione permette infatti di garantire un maggiore isolamento tra il motore e la testina.

Nel caso della trazione a cinghia c’è un motore formato da una cinghia elastica che fa di modo che giri il piatto su cui posa il disco che vogliamo ascoltare.

Il motore è montato di lato, e la cinghia serve quindi ad ammortizzare, permettendo al piatto di non assorbire direttamente le vibrazioni del motore, e di risultare quindi molto meno rumoroso.

Technics SL-1200 MK2 Giradischi da DJ, colore: argento,...
Una leggenda vivente della trazione diretta, ritornato in produzione, il più usato dai DJ di tutto il mondo

I giradischi a trazione diretta invece hanno un motore che è direttamente collegato al piatto, la qualità sonora è minore, perché tendenzialmente c’è più rumore.

Sono però perfetti per “scratchare”, dato che sono molto più veloci, ovvero si preme play e il disco è immediatamente alla velocità desiderata, permettendo in questo modo molti più trucchetti ed acrobazie tecniche ai dj.

I giradischi a trazione diretta più famosi sono i Technics SL-1200, e le loro varianti, sono quelli indubbiamente più amati dai dj di tutto il mondo, in particolare quelli hip-hop. Nonostante l’enorme successo e diffusione la loro produzione venne interrotta a sorpresa nel 2010, per essere poi ripresa nel 2016 data l’altissima richiesta.

Quale puntina acquistare per cambiare quella del proprio giradischi?

Se si intende fare un importante step up nella riproduzione e nel tracking dei propri fedeli vinili, consiglio indubbiamente questa puntina della Ortophon.

Ortofon 2M Red Moving Magnet Fonorivelatori
  • Un diamante ellittico con punta e perni polari con un filo di rame
  • 2M Red è una cartuccia multiuso che offre un suono aperto e dinamico con un leggero tocco di calore.

Il miglioramento sarà evidente sin da subito, anche per le orecchie meno esperte. Consiglio comunque di dare alla puntina qualche ora di “rodaggio” per farne risaltare a fondo le sue migliori qualità.

Mi ringrazierete.

Braccio dritto, ad S o tangenziale ?

I bracci ad S sono quelli dei giradischi “vintage”, non più utilizzati, mentre quelli a tangenziale sono riservati solo ai giradischi veramente costosi.

Costruire un braccio dritto a livello industriale è sicuramente più semplice, e permette a parità di materiali e tempo impiegati di concentrarsi sulla resa sonora.

Sono inoltre più robusti e facili da installare e riparare.

Testina MM o MC ?

Le testine che possiamo trovare attualmente in commercio sono di due tipi: a Magnete Mobile, ovvero MM e a Bobina Mobile, anche detti Moving Coil, quindi abbreviati MC.

Le testine MC hanno bisogno di maggiore pre-amplificazione, in molti casi necessitano proprio di un pre-amp dedicato.

Nelle testine MC non c’è possibilità di sostituire lo stilo, la cosiddetta “puntina”. Quindi vanno sostituite nella loro totalità, permettendo quindi anche meno abbinamenti, che in molti casi permettono una customizzazione totale del proprio giradischi. Pensiamo a quante volte si sente parlare di puntine e testine utilizzate in un abbinamento piuttosto che in un altro.

Le MC comunque di norma suonano meglio delle MM.

Ma ciò non è vero per tutti i modelli, è per questo che consiglio in ogni caso di optare sempre per testine MM, specie se si è alle prime armi e non si sta bene ciò che si sta acquistando.

Ogni quanto va cambiata la puntina?

Non c’è una risposta univoca a questo quesito.

Se sei infatti un dj, la puntina subirà molti più stress meccanici e andrà ovviamente cambiata molto più spesso.

Ma dipende anche dalla propria “sensibilità” all’ascolto.

Mi spiego.

Ci sono giradischi con puntine vecchie e usurate che continuano a “suonare” e la maggior parte delle persone nemmeno si accorge della differenza se sottoposta all’eventuale ascolto con puntina nuova.

Come regola generale, quando al proprio orecchio si udirà una SOSTANZIALE differenza nell’ascolto, ovvero quando i brani cominceranno a risultare ovattati, meno definiti, quello è il giusto momento per pensare di sostituire una puntina.

Dipende chiaramente anche quanto sono rari e costosi i vinili che si utilizzano, nel caso ci dovessimo trovare ad ascoltare quotidianamente pezzi da collezione di 100 e più euro al pezzo è buona norma cambiare immediatamente la puntina ai primissimi segnali di usura.

Se siamo ad esempio dei Dj novellini che si stanno esercitando su vinili da “battaglia”, la puntina si potrà continuare a violentare fino allo stremo, evitando un riacquisto continuo.

Come riparare il giradischi?

Hai un giradischi che rallenta, o che non gira? O peggio ancora che salta durante la riproduzione?

Ecco cosa ti consiglio:

Per prima cosa sostituisci la cinghia, e controlla se è tutto apposto.

In questo caso procedi quindi alla taratura, che può tranquillamente essere fatta a mano anche da un neofita.

Ricorda che se porti il giradischi da un laboratorio di assistenza devi togliere il piatto e il contrappeso del braccio (e, ovviamente, fissare il braccio sul supporto e legarlo con un nervetto). Quando ritirerai il giradischi “tarato”, dovrai ripetere l’operazione di calibrazione a casa, da solo: cioè rimettere il contrappeso e “almeno” impostare il peso di appoggio per la testina.

Come si usa il giradischi? (Guida Definitiva)

Ti stai chiedendo cosa serve per poter cominciare ad ascoltare la musica con un giradischi?

Come funziona il giradischi?

Il giradischi è una delle tecnologie più longeve e popolari della storia.
Sono stati innumerevoli i tentativi di soppiantarli, ma i vinili restano vivi e vegeti, adesso più che mai.

I nastri, i CD e gli mp3 hanno i loro vantaggi, ma la qualità del suono è incomparabile, niente è paragonabile al calore dell’analogico, la puntina che accarezza i solchi e restituisce le caratteristiche emozioni del suono VERO, PRESENTE, MAGICO.

Per chi non conosce a fondo questa tecnologia, può sembrare una magia, non ci sono bit, non ci sono trucchetti, tutto avviene tramite un sottile stilo che passando nei solchi sul vinile cattura l’audio, che viene poi amplificato e si trasforma in onde sonore.

Il vinile è il materiale d’elezione per i giradischi, ma in alcuni casi possono essere utilizzate anche delle lacche, che hanno però una durata temporanea e sono per lo più “prototipi” utilizzati da Dj techno, hip hop e reggae.

La piastra, ovvero la parte su cui viene appoggiato il vinile che intendiamo ascoltare, è un pezzo importantissimo del nostro giradischi, è fondamentale che sia d’alta qualità per assicurare una rotazione uniforme e perfetta, senza stress meccanici che potrebbero inficiare l’ascolto.

Il braccio è la parte “intelligente” del giradischi, sarà infatti questo a “processare” il contenuto del vinile e restituircelo.

Capita a volte di sentire parlare di misteriose “puntine” giapponesi costosissime, oppure di puntine da dj.

La bellezza dei giradischi è che a differenza dei cd permettono una sorta di personalizzazione direttamente alla radice meccanica del suono, infatti scegliendo una puntina piuttosto che un’altra ci permetterà una diversa resa del suono, in relazione al nostro impianto ma anche alle nostre necessità.

Un giradischi audiofilo si sposerà meglio infatti con una puntina costosa e dalle alte prestazioni, mentre invece un bel Technics 1200 si troverà a proprio agio con una puntina da dj per assicurare buona tenuta nei solchi in caso di scratch e beat juggling.

Il braccio meccanico dovrà essere abbastanza flessibile e agile per muoversi sui solchi di vinile senza però danneggiarlo, e allo stesso tempo forte e pesante abbastanza da non essere compromesso dalle vibrazioni del motore.

Negli ultimi anni la costruzione generale del braccio del giradischi è rimasta pressappoco invariata, non ci sono stati grossi passi in avanti nella tecnologia di questa parte dell’apparecchio.

La testina è un altro pezzo fondamentale del nostro rig di turntable, è il pezzo infatti che permette alla magia della musica di palesarsi.

E’ piccola, rettangolare, contenuta, ma svolge in realtà un ruolo fondamentale, perché utilizza l’induzione elettromagnetica per trasmettere i grooves del vinile in onde sonore.

Come si collega il giradischi?

Collegare un giradischi al nostro impianto stereo è un’operazione molto facile, che può risultare alchemica e ostica a coloro che non sono avvezzi ad avere a che fare col mondo dell’audio analogico.

Di fondamentale importanza è il preamp phono.

Quante volte nella nostra vita abbiamo letto la dicitura “phono” sui gear audio, senza sapere effettivamente bene cosa significasse.

Cos’è il preamp phono?

La cartuccia della testina genera un piccolissimo voltaggio che da solo non basterebbe per essere “ascoltato”. Abbiamo allora bisogno che venga amplificato, equalizzato e trasformato in onde sonore percepibili dal nostro orecchio.

Il phono preamp può essere sia all’interno del nostro giradischi, integrato in esso quindi, oppure stare all’esterno come unità a parte.

E’ chiaro che un buon preamp va da sé che dovrebbe essere trattato a parte indipendentemente dal giradischi, per assicurarsi la massima potenza e fedeltà sonora.

Preamp integrato nel giradischi

Il preamp può essere integrato nel giradischi, in questo caso basterà collegare il nostro giradischi direttamente alle casse per avere il sistema pronto a partire.

E’ importante ricordarsi di sistemare il pomello della messa a terra che va collegato al cavo o alla viteo di messa a terra del giradischi per eliminare i ronzii naturalmente presenti.

Nel caso invece in cui il phono preamp non sia integrato all’interno del giradischi, ci sarà bisogno come prima cosa di far passare il giradischi dallo stadio intermedio di preamplificazione phono, tramite un amplificatore dedicato.

Di solito il preamp è presente nel sistema di amplificazione incaricato di servire le casse, o i diffusori, come preferite chiamarli. Nel caso non fosse presente né integrato nel giradischi né nell’amplificatore esterno, ci sarà bisogno di affidarsi a un componente separato di phono-preamp.

C’è bisogno in questo caso di acquistare un phono preamp box e collegarvi tramite un cavo il nostro giradischi e la messa a terra, solo successivamente si potrà far uscire il segnale audio per servire gli input audio dell’apparecchio ricevente.

Nel caso in cui sia il ricevitore che il giradischi siano dotati di sistema di phono-preamp, sarà consigliabile fare degli esperimenti “a orecchio”, per valutare in base al nostro gusto personale quale dei due sistemi suona meglio.

In alcuni casi si possono fare delle belle scoperte e ci si può addirittura rendere conto che basta disattivare ad esempio il phono preamp del giradischi e attivare quello dell’amplificatore per ottenere uno step up significativo nella qualità sonora.

A volte le soluzioni più geniali sono a portata di mano e non ci rendiamo conto che basterebbe un piccolo gesto per poter migliorare la qualità della nostra vita, invece che impazzire tentando soluzioni impossibili ed impegnative.

In molti casi comunque acquistare un phono-preamp dedicato separato – come spesso succede nel mondo dell’audio in cui gli apparecchi più sono specializzati più sono performanti – può costituire un ottimo investimento per far suonare meglio la nostra musica ed ottenere risultati sorprendenti.

La circuiteria di un sistema di phono preamp esterno sarà gioco-forza superiore a quella di un sistema integrato.

Dove posizionare il giradischi?

Se fai davvero sul serio e non sei un parvenue del mondo dell’ascolto musicale, desideri indubbiamente ottenere il 100% dalle potenzialità del tuo turntable.

E’ allora di fondamentale importante posizionarlo con intelligenza nella nostra postazione.

Il posizionamento ottimale del giradischi è qualcosa di cruciale, seguendo questa mia breve ed esaustiva guida però sarà molto semplice verificare che non si stanno compiendo errori plateali in piena incoscienza.

Le regole base?
Tenere il giradischi al riparo dalle vibrazioni prodotte dalle casse.
Assicurarsi che la superficie su cui poggia sia “in bolla”, dritta.
Tenerlo lontano da interferenze.

Isolamento dai diffusori (le casse)

Come prima regola c’è evitare che il giradischi sia disturbato dalle vibrazioni provenienti dalle casse.

E’ importante sistemare il nostro turntable e le casse su superfici diverse per non permettere al suono di far vibrare la puntina del giradischi, o addirittura il vinile stesso.

La testina traduce le vibrazioni in suono, non dobbiamo dimenticare questo principio fondamentale, per questo qualunque vibrazione esterna rappresenta solo un impiccio.

E’ bene tenere inoltre il giradischi “in bolla”, basterà una livella in questo caso per assicurarsi che il nostro apparecchio sia effettivamente parallelo al terreno, in questo modo ci si potrà assicurare un tracking a prova di bomba.

E’ bene inoltre tenere il giradischi, specialmente il braccio e la testina, lontani e ben riparati da sorgenti di rumore, come ad esempio amplificatori, elettronica ad alto voltaggio e trasmettitori wireless.

Fondamentale tenere il turntable in uno spazio indoor al riparo da agenti atmosferici e a una temperatura controllato, stesso dicasi per la nostra collezione di vinili! A volte infatti si tende a dimenticare quanto siano delicati i dischi.

Se senti una distorsione nel suono o un fastidioso effetto feedback quando alzi il volume, significa che giradischi e casse non sono ben isolati, in questo caso è meglio prendere delle precauzioni immediate e provvedere a separarli maggiormente.

Le casse e il giradischi dovranno stare quindi su due superfici differenti, è bene considerare degli stand appositi su cui piazzare le casse.

Se hai poco spazio, l’alternativa è sistemare dei pad isolanti sotto le casse. Questo sistema funziona meglio per casse piccole usate solitamente a volumi relativamente bassi.

L’isolamento è ancora più importante quando si parla di subwoofer, dato che le frequenze basse sono le più difficili da controllare e le più fastidiose sia in termini di vibrazioni che di feedback sonoro.

Se puoi sentire il beat della musica dentro al tuo corpo, è molto probabile che anche il tuo giradischi lo può “sentire”.
Provvedi quindi ad allontanare quanto più possibile il tuo sub, per evitare disastri. 😉

Scegliere il tavolo su cui posizionare il giradischi

Posizionare il giardischi su una superficie stabile e dura aiuterà senza ombra di dubbio ad attutire le vibrazioni.

Meglio scegliere quindi pezzi di arredamento dotati di una certa massa, che provvederà ad attutire le vibrazioni prima che queste potranno arrivare al nostro caro turntable.

Meglio evitare quindi materiali troppo duri che non possano assorbire bene le vibrazioni e rischiano quindi di tremare e peggiorare soltanto la situazione!

Prevenire le interferenze

Il posizionamento del giradischi può anche prevenire il rumore elettrico all’interno della riproduzione dei brani, che come ben sappiamo è fastidiosissimo.

Cos’è l’interferenza?

L’iterferenza è un eccesso di rumore, tipicamente un hum, un buzz o un rumore statico.
Bisogna comunque tener presente che il mondo dell’analogico per definizione è “portatore sano di rumore”, ma come diceva il grandissimo giornalista musicale inglese John Peel: “Somebody was trying to tell me that CDs are better than vinyl because they don’t have any surface noise. I said, ‘Listen, mate, life has surface noise.” “Qualcuno cercava di convincermi che i CD fossero meglio dei vinili perché non hanno il rumore di fondo. Io gli ho risposto, ascoltami bene amico, la Vita ha rumore di fondo.”
Il rumore di fondo è parte integrante delle registrazioni analogiche, ed è quello che contribuisce alla musica di prendere vita e risultare più “umana”. Quindi un po’ di rumore non fa male, il problema è quando questo rumore è esagerato.

Nei sistemi analogici se si alza il volume senza alcuna musica in play si tende a sentire un certo livello di hum/buzz che è davvero inevitabile, questo è il cosiddetto “noise floor”, croce e delizia di generazioni di audiofili.

Se questo rumore è più forte della musica, o comunque tanto presente da risultare fastidioso e coprire parti dell’interpretazione, meglio correre ai ripari e tentare da subito di isolare il giradischi da possibili sorgenti di rumore elettrico.

E’ bene posizionare il giradischi almeno un metro lontano dagli apparecchi elettronici, specialmente quelli dotati di trasmettitori wireless.

Quindi parliamo di TV, routers, telefoni cordless e anche dimmer della luce!

E’ contemporaneamente importante badare bene che i cavi RCA non passino a fianco ai cavi di potenza degli alimentatori o agli alimentatori stessi.

Anche i trasformatori degli amplificatori e le casse attive emettono inevitabilmente rumore ed interferenze, quindi sarà meglio tenere il nostro giradischi al riparo anche da questi.

La maggior parte degli stereo receivers ha il trasformatore sul lato sinistro, quindi di regola può essere buona norma provare a spostare il turntable sul lato destro di questo per cominciare a lavorare sull’isolamento. In ogni caso non posizionatelo mai sopra a questo, perché oltre alle interferenze sonore rischierete di occludere il passaggio dell’aria del ricevitore.

E’ bene mantenere l’ambiente circostante in cui opera il giradischi a temperature “umane” e anche il livello di umidità dovrà essere intorno al 30-50%.

Attenzione perché un ambiente troppo secco può produrre problemi di rumori statici.

Qual è il miglior giradischi?

Sony PS-HX500, USB perfetto per digitalizzare i propri vinili

ORA IN OFFERTA 39%
Sony PS-HX500 Giradischi Hi-Res Audio, EQ Phono, USB, Nero
  • Basta collegarlo al PC tramite USB per convertire i vinili in tracce DSD native a 5
  • 6 MHz che potrai ascoltare a casa

Questo Sony PS-HX500 propone un ottimo rapporto qualità-prezzo per coloro che hanno intenzione di lanciarsi nel mondo della digitalizzazione dei vinili senza acquistare una scheda audio, il convertitore A/D presente in questo giradischi è ottimo.

Mi ritrovavo tempo fa con un duecento vinili da dover digitalizzare per i miei dj set, dato che ho diversi pezzi rari che non si trovano acquistabili online, nemmeno in flac nei negozi di musica liquida che trattano materiale più sconosciuto.

Rivolgermi a un negozio per questo servizio mi avrebbe portato via un sacco di denaro e di tempo, e in più non mi fido al giorno d’oggi nei servizi online e tantomeno in quelli lì di persona, perché la qualità dei “professionisti” disponibili diciamoci la verità è andata calata vertiginosamente e oramai le cose che si fanno con sempre maggiore superficialità.

Essendo io un perfezionista ho pensato allora di acquistare un giradischi apposta per provvedere alla digitalizzazione del mio archivio vinilico.

E’ molto facile da assemblare, con delle ottime istruzioni in italiano, e ci sono parecchi tutorial su youtube se si intende apprendere in maniera diretta come effettivamente utilizzarlo, nel caso si sia alle prime armi.

La conversione può avvenire in Mp3, WAV o DSD, ovvero Direct Stream Digital, un formato proprietario della Sony.

Il processo avviene collegando il giradischi al pc per mezzo di un cavo USB.

A facilitare il tutto c’è un software fornito dalla Sony, che si chiama “Hi-Res Audio Recorder”

Questo apparecchio ha un design molto base ma fa alla grande il suo dovere, in più si può ovviamente utilizzare anche come giradischi “normale” da ascolto.

La qualità dell’audio è ottima.

Non c’è il bloccaggio/sollevamento automatico del braccio a fine corsa, ma secondo me è stata una mossa intelligente da parte della Sony per evitare di appesantire la puntina.

Consiglio di cambiare la puntina per ottenere davvero il massimo, una combo spaventosa per portarsi a casa un grande giradischi che funge ottimamente da digitalizzatore di vinili.

REGA PLANAR 1 NERO, entry level per audiofili (suono pastoso e caldo)

Perfetto per audiofili “in erba”, suono grandioso e musicale sin da fuori la confezione già con la puntina originale.

Questo giradischi ha il classico look “audiofilo”, si capisce sin da subito guardandolo, senza neanche bisogno di metterlo in funzione, di trovarci al cospetto di un prodotto serio e di fascia alta.

E infatti è questo che si tratta, un ottimo giradischi entry-level, per entrare nel mondo dell’audiofilia direttamente dal portone principale, senza però dissanguarsi e alleggerire il portafogli.

Questo Rega RP1 ha vinto molti award da diverse riviste in passato, e ci sarà un motivo per cui è ancora vendutissimo dopo due anni.

C’è bisogno per utilizzarlo di un preamp-phono, quindi nel caso non ce l’abbiate presente sul vostro impianto stereo sarà necessario acquistarlo a parte.

Il suono è molto musicale, pastoso, e si può stare ad ascoltarlo per ore senza stancare l’orecchio, cosa che invece purtroppo capita con altri impianti entry-level.

Non c’è bisogno poi di fare spese aggiuntive in accessori, è già pronto all’uso per ore ore ed ore di fedele riproduzione musicale.

Si comporta infatti benissimo già con la testina originale.

Consigliatissimo.

Dual DTJ 301 USB, perfetto per il rock

Dual DTJ 301 USB Giradischi a trasmissione diretta Nero, Argento...
  • Giri/min: 33/45
  • Porta USB integrata per la digitalizzazione dei tuoi vinili

Grande design. Non ha il ritorno automatico ma è pre-amplificato, quindi si può collegare direttamente allo stereo di casa.

Ecco un grande giradischi, dal design molto simile a quello del classico Technics 1200. E ha molte cose in comune con lo stesso.

Questo Dual DTJ 301 si mangia vivi altri giradischi ben più costosi.

La puntina in dotazione è di Audio Technica, non il massimo, ma più che soddisfacente se si è alle prime armi nel mondo dell’ascolto del vinile. Altrimenti consiglio di metterci su una bella Ortophone e di viaggiare sicuri.

Ortofon 2M Red Moving Magnet Fonorivelatori
  • Un diamante ellittico con punta e perni polari con un filo di rame
  • 2M Red è una cartuccia multiuso che offre un suono aperto e dinamico con un leggero tocco di calore.

Facile da assemblare, consiglio di tarare il contrappeso a 2,0

Non è dotato purtroppo di ritorno a fine corsa del braccio, ma non c’è problema perché la puntina rimarrà semplicemente ferma sull’ultimo solco del vinile senza causare problemi né danneggiarsi.

Perfetto per chi ascolta rock, il traking infatti è preciso e affidabile, con un suono musicale e potente.

Questo Dual è davvero un ottimo prodotto per chi vuole affacciarsi al mondo dell’audiofilia.

Pioneer PL-990, serio e performante

ORA IN OFFERTA 21%
Pioneer PL-990, Giradischi stereo completamente automatico, Nero
  • Operazioni completamente automatiche per un funzionamento semplice ed immediato
  • Braccio diritto a massa bassa: estremamente sensibile e resistente alla risonanza.

Un giradischi serio, solido e minimale, non dotato di collegamento USB, ma grandissima qualità dell’audio.

Pioneer è da sempre sinonimo di audio e di qualità, e questo PL-990 certo non tradisce le aspettative riposte nel marchio.

Il prezzo infatti è competitivo ed è di ottima fattura.

Si può collegare anche ad un normalissimo stereo, dato che è pre-amplificato, quindi non necessita di ingresso phone, con relativo ampli a parte.
Sicuramente ottimo per chi non intende perdere troppo tempo a scervellarsi e desidera partire sin da subito mettendo su i propri album preferiti.

Lo si può collegare direttamente anche a delle casse attive, ed è così che lo utilizza mio nipote, a cui l’ho regalato.

La qualità dell’audio è quella classica Pioneer, quindi non si smentisce, un bel suono scuro, preciso e grande stereo imaging.

Un giradischi insomma che può dare filo da torcere a modelli più blasonati e che in più fa bella figura in ogni salotto italiano.

Consigliato agli audiofili alle prime armi.

Audio Technica AT-LP120USB HC

Audio Technica AT-LP120USB HC (silver) - Giradischi professionale...
  • Azionamento diretto con motore potente e forte momento di avviamento
  • 3 velocità a scelta (33/45/78 RPM)

Giradischi che riprendere le caratteristiche estetiche del SL-1200 della Technics, a meno della metà del prezzo di questo. Meglio usare però una preamplificazione esterna a parte nonostante sia già dotato di preamp interno.

Già il nome fa capire da subito che l’Audio Technica ha voluto ispirarsi per questo giradischi al leggendario SL-1200 della Technics. Infatti il nome del modello in questione è LP-120.

Ma niente di male a voler cercare di portare le stesse caratteristiche di un mostro sacro ad un prezzo però più ragionevole per il grande pubblico, permettendo anche ai novelli appassionati di avvicinarsi a questo magico mondo.

Questo LP-120 è perfettamente regolabile in ogni sua caratteristica: altezza, peso, skating braccio, pitching e reverse mode. Ha tre velocità di rotazione per tutti i supporti ed un gran bella trazione diretta.

Pesa più di 10 kg, e ciò lo rende perfettamente stabile, anche sulle superfici meno convincenti.

E’ dotato di preamplificazione interna, ma questa non è grandiosa, quindi meglio usare un box esterno per cacciare il massimo della qualità sonora da questa bestiolina di casa Audio Technica.

Il timbro è quello lì classico musicale dei migliori Technics, quindi un suono aggressivo, preciso e convincente, perfetto per ascoltare soprattutto la musica moderna.

Ma si comporta anche bene col jazz e con la classica.

MUSITREND, giradischi a valigetta stiloso, per i nostalgici del vintage

ORA IN OFFERTA 5%
MUSITREND Giradischi Bluetooth a 3 Velocità 33/45/78 giri / min...
  • Portatile Vintage Design: Lettore di dischi vinilici di stile vintage. Design della valigietta con maniglia permette di trasportarlo facilmente
  • Giradischi a 3 volocità: regolabile per riprodurre le registrazioni da 33 1/3, 45 o 78 giri. Convertise i record in fili digitali tramite il software, nonché i brani riprodotti su lettori CD collegabili tramite l'ingresso AUX

Idea-regalo perfetta per i nostalgici, per coloro che continuano ad immaginare il mondo in bianco e nero ed amano sognare.

Se avete un amico appassionato di musica vintage, o semplicemente avanti con gli anni, oppure qualcuno capace di apprezzare atmosfere un po’ più retrò, be’ questo è il regalo perfetto.

La classica valigetta-giradischi come si usava un tempo, con la stessa bellezza e lo stesso fascino del passato.

La qualità sonora non è chiaramente comparabile a quella dei marchi proposti sopra, ma quella è ovviamente rapportata al prezzo, decisamente più ragionevole e per chi non cerca un’esperienza audiofila.

E’ possibile proprio come si faceva un tempo ascoltare la musica direttamente dagli altoparlantini integrati, per sentirsi negli anni 60.

Il tutto è già ovviamente pre-amplificato, quindi è possibile utilizzare anche delle cuffie e connettersi direttamente alla valigetta per un ascolto solitario.

C’è poi una porta USB che permette di collegare il giradischi valigetta al PC e di digitalizzare la propria collezione di musica analogica.

Questo modello è inoltre fornito: della funzione di stop automatico del motore, attivabile tramite switch, di un ricevitore bluetooth attivabile tramite switch e di un regolatore di velocità.

Un’ottima idea regalo, anche per chi a casa ha già un giradischi audiofilo “serio”.

Ultimo aggiornamento 2019-11-11 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API