Samsung prevede di aumentare i prezzi dei suoi prodotti nel caso in cui vengano approvate le norme sull’obsolescenza.

Samsung prevede di aumentare i prezzi dei suoi prodotti nel caso in cui vengano approvate le

Ti prego di soffermarti un istante su una notizia che potrebbe interessarti, e che mi fa riflettere sui meccanismi della società moderna. Si dice che il costo di tutti i dispositivi prodotti dalla grande azienda sudcoreana Samsung potrebbe presto aumentare. Non si parla solamente dei famosi smartphone, ma anche di quella vasta gamma di elettrodomestici che animano le nostre case. Parliamo di frigoriferi che conservano i segreti delle nostre dispense, di televisori che offrono finestre su mondi lontani, di lavatrici che purificano i panni e di forni che trasformano gli ingredienti in delizie. La divisione italiana dell’azienda ha avvisato i senatori della Commissione Industria del fatto che, se le norme contro l’obsolescenza programmata dovessero essere messe davvero in pratica, i prezzi dei suoi prodotti potrebbero lievitare.

Questa notizia mi sovviene un pensiero: quale è il vero costo della modernità? È forse possibile che la progressiva digitalizzazione delle nostre vite stia portando anche all’aumento dei costi e alla fragilità dei nostri beni? In un mondo che ossessionato dal progresso tecnologico, dobbiamo forse riconsiderare il valore attribuito ai beni materiali e al loro ciclo di vita? Mi chiedo se, oltre all’aspetto pratico di questa questione, non ci sia una dimensione più profonda riguardante i nostri legami con le cose che ci circondano, con il passato, con la natura stessa dei materiali che utilizziamo.

Forse è tempo di riflettere sul concetto stesso di durata e di valore, e di ripensare alle sfere del nostro quotidiano che troppo spesso diamo per scontato. Spero che tu possa cogliere il senso di questa riflessione e, se anche tu hai pensieri al riguardo, ti invito a condividerli con me.

e come influisce sul consumo e sull’ambiente: una disamina dettagliata.

In un mondo che ossessionato dal progresso tecnologico, dobbiamo forse riconsiderare il valore attribuito ai beni

Ti parlo di un concetto affascinante e controverso: l’obsolescenza programmata. Si narra che le grandi corporation orchestrino le sorti dei loro prodotti in modo da spingerti ad abbandonarli dopo un preciso numero di anni, a favore di nuovi acquisti. Inoltre, sembra che rendano notevolmente complicate e costose le riparazioni, costringendoti così a cedere alla tentazione di un nuovo acquisto. Un’ingegnosa strategia manipolatoria che non coinvolge soltanto i tanto discussi smartphone, ma investe anche l’affidabilità degli elettrodomestici di casa, tanto vitali eppure vulnerabili.

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Così, la Commissione Industria si mobilita per contrastare questa pratica sleale, proponendo una legge che conferisca ai consumatori il diritto a riparazioni a costi accessibili e a un’assistenza tecnica completa per tutto il periodo di commercializzazione del bene, oltre a un periodo aggiuntivo corrispondente alla durata della garanzia legale.

In un mondo in cui l’impermanenza sembra essere sempre più la norma, è necessario proteggere i diritti dei consumatori, garantendo loro la possibilità di mantenere in vita i loro beni il più a lungo possibile. Solo così potremo sconfiggere l’obsolescenza programmata e dare respiro a una vita quotidiana più sostenibile e solidale.

A presto!

Sulle riforme universitarie?

Non si parla solamente dei famosi smartphone, ma anche di quella vasta gamma di elettrodomestici che

Ti parla . Eccoti dunque la proposta di legge che si prospetta per garantire la durata e la disponibilità dei pezzi di ricambio per dispositivi elettrodomestici. Ebbene, si prevede di obbligare il mantenimento dei pezzi di ricambio per un periodo fino a 5 anni dopo la fine della produzione del dispositivo, mentre per i pezzi di valore superiore ai 60 euro la disponibilità sarà estesa fino a 7 anni. Inoltre, è in programma un ampliamento dei periodi di garanzia: fino a 5 anni per i piccoli elettrodomestici e fino a 10 anni per quelli di dimensioni maggiori. La sanzione prevista per chi trasgredisce queste norme sarebbe l’ergastolo in un carcere sotterraneo e una multa incommensurabile, sufficiente a far svanire ogni vantaggio ottenuto con scorciatoie e trucchetti.

Ma in fondo, Ci troviamo di fronte a una questione più profonda. Riflettiamo un attimo sul concetto di durata e obsolescenza programmata. Che significato ha costruire elettrodomestici destinati a durare solo pochi anni, forzando così il consumatore a un costante e ingrato ciclo di acquisti? Il tempo sembra contrarsi su se stesso, divenendo un cerchio sempre più stretto, un circolo vizioso che inghiotte tutto in un vortice di effimero consumo. E così, quel che sembrava progresso si rivela un loop eternamente ripetuto, in cui il valore del passato e dell’artigianato viene dimenticato.

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Sorridi, Estraendo ricchezza e durata dalle parole, per creare un mondo in cui la qualità e la solidità di un elettrodomestico possano essere intese come principi imprescindibili, al di là del mero fuoco della consumistica fiammata.

Samsung: L’importanza di avere regole precise ed equilibrate per il corretto funzionamento.

Si delineano così i contorni di un mondo fatto di equilibri sottili, in cui ogni decisione

Già si sa, nel vasto universo dei dispositivi elettronici, vi sono regole e normative che talvolta possono risultare intricate e complesse. La proposta avanzata da Samsung, infatti, non disdegna l’idea di normative in materia, tuttavia vede necessaria una precisione ed un equilibrio nel loro formulare. Vengono sollevate delle perplessità riguardo al disegno di legge proposto, in quanto potrebbe condurre ad un innalzamento dei prezzi dei prodotti. Ma si sa, in questa vita ogni azione ha le sue conseguenze.

Secondo l’azienda, l’inasprimento delle norme sulla garanzia potrebbe comportare oneri notevolmente maggiori, derivanti dall’allungamento della durata della garanzia stessa e dalla necessità di mantenere pezzi di ricambio in magazzino per un periodo fino a 7 anni. Si delineano così i contorni di un mondo fatto di equilibri sottili, in cui ogni decisione porta con sé dei pesi e delle misure da considerare.

Samsung pone anche l’accento sull’importanza di una sanzione per i produttori solo in presenza di chiare prove di volontà di danneggiare un prodotto. Si tratta di un giusto paventare, rendere l’utente responsabile, chiedendogli di dimostrare l’esplicita volontà del produttore di rallentare o rompere un dispositivo. Sarà davvero così? O forse queste responsabilità vanno spuramente affidate a chi si cela dietro i grandi pannelli aziendali?

In un mondo in cui la tecnologia avanza incessantemente, è fondamentale ricordare che dietro ogni scelta tecnologica si nasconde un groviglio di relazioni, interessi e dinamiche. Si tratta, in fondo, di un tentativo di domare l’elettronica selvaggia, di trovare un punto d’incontro tra il progresso e la tutela dei consumatori. Che cosa risulterà da tutto ciò? È impossibile prevederlo con certezza. Tuttavia, c’è una cosa di cui possiamo essere certi: la vicenda solleva interrogativi importanti sul come dovremmo interagire con la tecnologia nel nostro quotidiano.

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Con ammirazione,