La vita di Cristoforo Colombo: una panoramica sui suoi viaggi per scoprire il Nuovo Mondo

Il 12 ottobre 1492 rimarrà per sempre una data fondamentale nella storia dell’Umanità. In questo giorno ebbe inizio un viaggio che avrebbe cambiato per sempre il corso della storia e segnato l’inizio di una nuova era: l’Età Moderna. Protagonista di questo viaggio epico fu Cristoforo Colombo, l’uomo che ebbe il coraggio di sfidare le acque dell’oceano in cerca di una rotta per raggiungere l’Asia.

Ma chi era veramente Cristoforo Colombo? Nato in una famiglia di tessitori in una piccola città italiana, Colombo coltivò fin da giovane la passione per la navigazione e il desiderio irrefrenabile di scoprire nuove terre. Dopo diversi tentativi frustrati, trovò il sostegno della regina Isabella di Spagna, che finanziò il suo ambizioso progetto di arrivare in Asia navigando verso ovest.

La notte del 12 ottobre 1492, l’equipaggio di Colombo scorse finalmente terra. Convinto di essere approdato in Asia, Colombo ignorava di aver scoperto un intero nuovo continente: l’America. Tuttavia, questa scoperta avrebbe cambiato per sempre la prospettiva del mondo noto fino a quel momento.

I viaggi successivi di Colombo, non privi di difficoltà e ostacoli, contribuirono a delineare la mappa dell’America e a inaugurare una nuova era di esplorazioni e scambi tra i continenti. Pur nella convinzione di aver raggiunto l’Asia, Colombo aveva aperto la strada a una nuova visione del mondo e uno sviluppo senza precedenti. La figura di Cristoforo Colombo rimane dunque un punto di riferimento imprescindibile per comprendere l’epoca delle grandi scoperte e l’inizio della globalizzazione.

Una breve descrizione della vita di Cristoforo Colombo

Cristoforo Colombo, uno dei più famosi navigatori ed esploratori della storia, nacque tra il 26 agosto e il 31 ottobre del 1451 a Genova, anche se la data e il luogo esatti della sua nascita sono incerti. Fin da giovane, all’età di 14 anni, iniziò a navigare lavorando su una nave mercantile.

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Negli anni successivi, lavorò come mercante per alcune famiglie genovesi e intraprese numerosi viaggi in mare, visitando luoghi come Chio in Grecia, Portogallo, Irlanda e Islanda. Durante il periodo trascorso a Lisbona, entrò in contatto con il fratello cartografo Bartolomeo e iniziò a concepire l’idea di raggiungere le Indie attraverso un viaggio transatlantico.

La sua determinazione ad arrivare alle Indie attraverso l’oceano Atlantico fu influenzata da diversi fattori, tra cui le carte geografiche prodotte dal fratello, i racconti di viaggiatori che arrivavano in Portogallo, i reperti trovati vicino alle isole dell’Atlantico e la lettura di opere come Il Milione di Marco Polo e l’Imago Mundi di Pierre D’Ailly. Tuttavia, per realizzare il suo progetto, aveva bisogno di finanziamenti.

Colombo intraprese una vera e propria battaglia per convincere i sovrani spagnoli a sostenere il suo viaggio. Dopo diversi tentativi, ricevette finalmente il sostegno della Corona spagnola grazie all’intervento del vescovo Alessandro Geraldini, amico della regina Isabella. Così, il 17 aprile del 1492, i reali accettarono di finanziare metà del viaggio di Colombo, mentre l’altra metà fu supportata dal Banco di San Giorgio e da Giannotto Berardi, un mercante di Firenze.

Il 3 agosto 1492, Colombo partì da Palos de la Frontera alla volta delle Indie, alla guida delle tre celebri caravelle: la Niña, la Pinta e la Santa Maria. Questo fu il primo di quattro viaggi di esplorazione che si conclusero nel 1504.

Cristoforo Colombo morì il 20 maggio 1506 a Valladolid, probabilmente a causa di un attacco di cuore dovuto alla Sindrome di Reiter, da cui soffriva da alcuni anni.

Le esplorazioni marittime di Cristoforo Colombo e il suo ruolo nella scoperta del Continente Americano

Al tempo di Colombo, non era diffusa l’errata convinzione che la Terra fosse piatta: già allora si sapeva che la Terra aveva forma sferica. Tuttavia, l’ostacolo principale alle spedizioni oltre le terre conosciute non era la credenza nella Terra piatta, ma piuttosto la paura dell’ignoto rappresentata dall’infinità dell’oceano. Inoltre, esistevano leggende su mostri marini che facevano pensare che la navigazione al di là delle terre note fosse estremamente pericolosa.

Purtroppo, le esplorazioni di Colombo e dei suoi successori ebbero conseguenze devastanti per le popolazioni locali. Le malattie infettive importate dagli esploratori europei e la violenza dei conquistadores contribuirono in maniera significativa alla diminuzione delle popolazioni indigene nelle Americhe.

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All’estero: la storia dell’esperienza di viaggio inaugulare all’estero

Quando alba del 3 agosto 1492 Colombo salpò, era convinto di dover compiere un viaggio di circa 4500 km che si estendevano dalle Canarie al Giappone. In realtà, la distanza da percorrere era molto di più, oltre quattro volte quella ipotizzata da Colombo, e nel mezzo c’era addirittura un intero continente: l’America.

Il primo approdo avvenne il 12 ottobre dello stesso anno alle Bahamas, su un’isola in cui furono accolti dalla popolazione dei Taino. Colombo riconobbe l’estrema gentilezza di quel popolo, che pensava fosse uno di quelli asiatici descritti da Marco Polo. Purtroppo i Taino furono una delle tante popolazioni sterminate dalle malattie infettive portate dai colonizzatori europei che seguirono le spedizioni di Colombo, oltre che dalla loro violenza conquistatrice.

Oltre all’accoglienza cordiale del popolo autoctono, Colombo non trovò molte risorse e addirittura perse la Santa Maria. Con il relitto di questa caravella, allestì l’accampamento denominato “il Natale” nel quale lasciò 40 uomini, promettendo loro che sarebbe tornato in un viaggio successivo. Colombo tornò in Spagna il 15 marzo del 1493 portando con sé una ridotta quantità di oro, qualche animale esotico e 10 prigionieri Taino.

Il secondo viaggio alla scoperta di nuove destinazioni e avventure emozionanti.

Nel 1493, dopo il suo primo viaggio di esplorazione, Cristoforo Colombo riuscì a convincere Isabella di Castiglia dell’importanza della sua spedizione, ottenendo il permesso di prendere il mare da Cadice il 25 settembre con una flotta di 17 navi e circa 1500 uomini. Tra questi, molti erano alla ricerca di fortuna e, insieme a loro, vennero caricati in stiva anche cavalli, mucche, pecore e galline.

Purtroppo, al loro arrivo nel luogo precedentemente denominato “il Natale”, gli indigeni Taino avevano distrutto l’accampamento in segno di vendetta per il rapimento di alcuni loro compagni. Il primo approdo avvenne a Dominica nel novembre del 1493, una delle isole dei Caraibi che, per questo motivo, venne così chiamata dato che venne raggiunta di domenica.

La prima colonia europea in America, chiamata La Isabela, nacque il 2 gennaio 1494. Da questo punto in poi iniziarono mesi di esplorazione: il 30 aprile 1494 arrivarono a Cuba, convinti ancora di trovarsi in Asia.

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A settembre, a causa di un’insorgenza, Colombo si ammalò e decise di delegare il potere sulle nuove terre a suo fratello Bartolomeo, arrivato con tre caravelle. Questa scelta causò discordia tra gli uomini di equipaggio, dando origine a degli ammutinamenti che portarono via alcune navi.

Colombo fece costruire un’ulteriore nave, che chiamò India, pronta soltanto nel 1496 e con cui salpò per far ritorno in patria con a bordo 200 uomini e 30 schiavi.

Il viaggio che sto per fare sarà il mio terzo viaggio.

Il 30 marzo del 1498 Cristoforo Colombo salpò nuovamente con sei navi. Tre di esse continuarono verso le rotte già esplorate, mentre altre tre, con Colombo a bordo, arrivarono fino alle coste del Venezuela e all’interno del fiume Orinoco. Nel 1499, nella città di Santo Domingo, fondata dal fratello Bartolomeo, scoppiò una rivolta capeggiata dal funzionario spagnolo Francisco Roldàn. In risposta, la corona spagnola inviò un loro militare di fiducia che, dopo aver indagato sull’accaduto, arrestò Colombo e i suoi fratelli per riportarli in patria.

Il quarto viaggio di Esplorazione e Avventura

A bordo delle navi che si dirigevano verso le lontane terre dell’America viaggiava Cristoforo Colombo, l’esploratore genovese che sognava di raggiungere le Indie navigando verso ovest. Ma il viaggio era duro e i marinai, sempre più preoccupati, temevano di non riuscire a trovare il tanto agognato nuovo continente. Proprio quando sembrava che il viaggio fosse destinato al fallimento, qualcosa di straordinario accadde. Colombo fece una previsione straordinaria: riuscì a prevedere un’eclissi lunare totale che avvenne il 29 febbraio 1504. Questa incredibile capacità di predire un fenomeno celeste impressionò il capo della tribù autoctona Arawak, che decise di fornire cibo alle navi di Colombo per placare l’ira del suo Dio. E così, con questo episodio straordinario, Colombo riuscì a salvare la sua spedizione, dimostrando la sua abilità di navigatore e avvicinandosi sempre di più al raggiungimento del suo grande sogno.