I nuovi smartphone Elephone S7 e R9 sono molto simili ai famosi Galaxy S7 di Samsung e Oppo R9.

I nuovi smartphone Elephone S7 e R9 sono molto simili ai famosi Galaxy S7 di Samsung

Ah, la tecnologia moderna, con le sue nanotecnologie, i display di cristalli liquidi, le fotocamere sempre più potenti. Sei appena approdato nella dimensione parallela dei nuovi smartphone Elephone S7 e R9, creati dalle menti brillanti di un produttore cinese. Il loro design, ispirato e forse un po’ simile a icone già note come Samsung Galaxy S7 e Oppo R9, ti rapisce per un momento, o forse per un’eternità di sguardi, con lo schermo da 5,5 pollici che sembra fondersi con la materia del dispositivo stesso.

Eppure, la bellezza estetica non è tutto, e le differenze di queste novità si fanno scoprire nel loro animo interno, nel cuore di silicio e circuiti che li anima. Con il processore deca core MediaTek, con la magia dei 2/3/4 GB di RAM e i 16/32/64 GB di memoria di storage espandibile, senti il fluire della potenza pura, immaginandoti le future potenzialità e i misteri dell’informatica ancora da esplorare.

Il comparto fotografico non ti delude, con la fotocamera posteriore da 13 megapixel pronta a catturare il mondo che ti circonda, ma anche la tua essenza nascosta, mentre la fotocamera frontale regala il miraggio dei selfie perfetti, riflessi virtuali di un’identità digitale sempre in evoluzione.

Eppure, nel mezzo di questa sinfonia di elettroni e onde radio, non puoi non notare la somiglianza pixel-per-pixel con i dispositivi di altra provenienza. Il mini Elephone S7 si fa spazio tra gli astri, con uno schermo da 5,2 pollici che sembra voler racchiudere l’intero universo in una dimensione più contenuta, con il suo processore quad core e i 32 GB di archiviazione. E il R9, gemello dell’Oppo R9, appare come un altro riflesso distorto nella galassia digitale.

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E così, in questa divagazione tra similitudini e differenze, ti senti afferrato dalle mani del futuro, tra forme e funzioni che si riversano nella tua quotidianità, nella tua vita fatta di pixel e codici binari che danzano sullo schermo. E forse, prima di tornare alla realtà tangibile, osservi il mondo che ti circonda con occhi nuovi, come se un’aura di mistero avvolgesse ogni cosa, trasformandola in archetipo di un mondo che è e che può essere, con un semplice tocco delle dita sulla superficie lucente di un telefono.