I 12 Migliori Power Bank? (Velocissimi e Potentissimi)

Ciao amico/a,
sono Antonio.

Vivi anche tu come me nell’ansia continua di ritrovarti di colpo con la batteria del cellulare scarica?

Se sei come me, e il tuo smartphone si scarica sul più bello, quando sei in giro con gli amici la sera, o quando stai per vincere una partita a PUBG, allora sei capitato nel posto giusto.

Oggi ti parlerò di un gadget sempre più utile in questa società dai ritmi frenetici: il power bank, ovvero il caricabatterie portatile per smartphone ma non solo.

Seguimi in questa completa e definitiva guida per sapere una volta per tutte cosa sono i power bank, come puoi usarli, quali tipi trovi sul mercato e come scegliere quello più adatto a te.

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Se non vuoi perderti in chiacchiere, qui di seguito ti elenco alcuni dei migliori power bank sul mercato.

TOP 4 MIGLIORI POWER BANK

Migliore Power Bank con presa AC

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Migliore Power Bank Solare

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Migliore Power Bank Wireless

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Migliore Power Bank 20000mAh

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Cosa sono i Power Bank?

I power bank non sono altro che caricabatterie portatili, dotati di ingressi USB per collegare direttamente un dispositivo come uno smartphone o un tablet.

Sono la manna dal cielo nel ventunesimo secolo. Chi non si è mai trovato col cellulare scarico sul più bello? E senza la possibilità di ricaricarlo?

A me è capitato tante, tantissime volte. Sia con lo smartphone che con col tablet.

Che poi, devo dire la verità, a pensarci così, a freddo, non è una tragedia. Però quel preciso istante in cui vedi 1% nella barra delle notifiche, in alto, è lì che scatta il panico.

Parte quella morsa allo stomaco e più si avvicina il momento in cui il telefono si spegne, più ti senti nudo.

Ormai non possiamo più fare a meno dei nostri dispositivi elettronici, vuoi per lavoro o per passatempo, non riusciamo proprio ad accettare il fatto che abbiano una batteria che può scaricarsi completamente.

Avere lo smartphone scarico vuol dire essere tagliati completamente dal mondo.

Ricordo quante volte mi sono trovato nel bel mezzo della mia città, a parlare al telefono per motivi di lavoro. Quando parli di lavoro, il tempo non esiste più e non ti rendi conto che sta passando inesorabile.

Se sei un lavoratore come me sai cosa significa fare in modo che il tuo smartphone sia sempre carico e che quindi tu risulti sempre raggiungibile.

Si è vero, un paio di cuffie bluetooth risolvono un po’ perché ti permettono di tenere d’occhio lo schermo del telefono e quindi puoi darti una regolata. Come dire, intorno al 15% di batteria, inizi a tagliare corto.

Spesso è inutile, anzi, è controproducente. Le cuffie ti fanno dimenticare ancora di più dello smartphone, secondo me. Lo metti nel taschino e non smetti di parlare. E ad un certo punto non senti più nulla. Il telefono si è spento.

Il power bank, che proprio di recente è scoppiato in termini di richiesta e acquisti, soprattutto online, è stata davvero la soluzione a tutti questi problemi.

Soltanto in quest’ultimo anno, non so quanti ne ho visti in giro, tra parenti, a casa di amici, o semplicemente girando per le vie del centro o al centro commerciale.

Si può dire che si è assistito a tutti gli effetti ad un boom dei caricabatterie portatili.

E la cosa più sensazionale è che in così poco tempo sul mercato sono disponibili modelli che variano per dimensioni, forma, colore, numero di ingressi, tipi di ingressi, capacità e quant’altro.

In particolare, se sei in possesso di un iPhone, in questo momento non devi assolutamente preoccuparti: la maggior parte dei power bank sono progettati per ricaricare i device Apple senza problemi.

Nello specifico, alcuni, solitamente i più capienti, sono dotati di doppio input, microUSB e Lightning. Così facendo ti viene data la possibilità di utilizzare lo stesso cavo che usi con il tuo iPhone per ricaricare il power bank stesso.

Insomma, come fulmini a ciel sereno, arrivati proprio per salvarci nel momento del bisogno.

La mia esperienza personale mi ha portato a cercare senza sosta fra i tanti e diversi modelli. Finalmente, dopo un’attenta scelta, ho deciso di acquistare il power bank della RAVPower, da 27.000 mAh e dotato di presa elettrica da 110 o 220 Volt.

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Potrei definirlo un colosso di potenza e di affidabilità. Un prodotto di cui vado orgoglioso, dal design moderno, resistentissimo.

Lo porto sempre con me. Che sia il mio smartphone o il mio tablet o addirittura il mio Macbook, con il power bank RAVPower posso ricaricare tutti e tre, anche contemporaneamente

Clicca qui per andare direttamente alla recensione del power bank che uso quotidianamente.

Come funzionano i Power Bank?

Nulla di più facile. Credimi.

Basta soltanto collegare il dispositivo da ricaricare al power bank tramite il cavo apposito. E il gioco è fatto!

Insomma, come collegare un apparecchio alla presa a muro, con la differenza che adesso la presa puoi portartela dietro, quando vuoi e dove vuoi.

Sono comodamente trasportabili e si possono tranquillamente tenere in mano mentre si usa anche il telefono.

Di solito hanno la stessa forma di uno smartphone, altri possono essere a forma di tubo cilindrico.

Guida alla scelta del miglior power bank per te

Vediamo insieme alcune specifiche di cui tener conto se vuoi essere sicuro di comprare il caricabatterie portatile che meglio si addice alle tue esigenze.

Capacità

La capacità di un power bank si misura in MilliAmpereOra (mAh), proprio come le batterie al litio che trovi all’interno dei tuoi dispositivi elettronici.

Quando leggi il valore sul caricabatterie, devi tener conto di un dettaglio.

Solitamente la tensione ai capi della batteria portatile è di 3,7 Volt, mentre uno smartphone o altri dispositivi del genere si ricaricano sfruttando una tensione di 5 Volt.

Questo è importante da sapere. Se per esempio il power bank è da 10.000 mAh e il tuo telefono è da 3.000 mAh, non vuol dire che riuscirai a ricaricare lo smartphone per 3 volte.

Per sapere il valore “reale” del power bank allora devi fare questo calcolo: prendi la capacità, moltiplicala per 3,7 (tensione del power bank) e poi dividila per 5 (tensione del dispositivo).

Capacità del power bank * (3,7 / 5)

Con il numero che viene fuori da questo piccolo calcolo matematico puoi contare quante ricariche effettive hai a disposizione.

Stando all’esempio precedente, ricaricherai il tuo smartphone per due volte completamente. Il valore “reale” è di 7.400 mAh, quindi sono due ricariche e mezzo quasi.

Forme e dimensioni

Ce ne sono di tutti i tipi. Devi solo scegliere!

Ci sono quelli che hanno la tipica forma di un hard disk esterno piccolo, ma sono alti quanto basta, ovvero lo spazio per alloggiare l’ingresso per la ricarica.

Ci sono quelli a forma di tubetto, considerati da tantissimi particolarmente ergonomici e comodi.

Ci sono alcuni più grandi del normale e più costosi, che presentano una presa da 220 Volt, come quella di casa.

Quando scegli fai attenzione ai materiali di costruzione e alla resistenza del power bank. I migliori in questo senso sono sicuramente quelli che costano di più.

Ingressi

Un power bank ospita almeno 2 ingressi, uno in entrata (input) che serve a ricaricare il power bank stesso, un altro in uscita (output) che serve per ricaricare i tuoi dispositivi.

Anche qui se ne trovano di varie tipologie.

Ci sono power bank con più di un output, che permettono di ricaricare più dispositivi contemporaneamente.

Inoltre ci sono differenze per quanto riguarda il tipo di porta in uscita.

La più classica è la USB standard. Ci sono poi l’uscita microUSB, più piccola, e la più recente USB Type-C, che sta prendendo sempre più piede nel campo dell’elettronica di consumo.

Ti ricordo infine che ci sono power bank con input specifico per dispositivi Apple, che usano la porta Lightning.

Altre funzioni

I power bank più classici non hanno nient’altro che le porte di input e output.

Sul mercato sono disponibili però caricabatterie portatili con LED integrati che ti informano costantemente sulla carica rimasta a disposizione.

Ci sono anche quelli che hanno una torcia integrata.

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Posso portare il Power Bank in aereo con me?

Quante volte ho letto questa domanda online!

Devi partire per le vacanze, hai prenotato il biglietto e non sai se puoi portare il power bank con te.

Beh, non c’è nulla da chiedere ai brand produttori di questi dispositivi, è una domanda da chiedere alle compagnie aeree.

Ebbene si, quando si parla di dispositivi elettronici, gli aeroporti e le compagnie hanno le loro regole, che sono sempre spiegate per bene sui siti quando compri il biglietto.

Nel caso in cui fai il biglietto in agenzia, chiedi e ti sapranno dare con precisione questo tipo di informazione.

Qui ti darò quella che è la regola generale, importantissima per non correre rischi.

  1. La prima regola riguarda la potenza, che non può MAI superare le 100 Wh (Watt ore), ovvero non puoi portare con te in viaggio un power bank con una capacità superiore ai 27.000 mAh circa.
  2. Con le limitazioni del punto 1, puoi portare con te sull’aereo, cioè nel bagaglio a mano, massimo due power bank separati. Le specifiche tecniche devono essere scritte chiaramente sul caricabatterie.
  3. NON puoi mettere il power bank nel bagaglio da stiva. Sono vietate tutte le tipologie di batterie sfuse.

Se non rispetti anche una di queste regole in aeroporto, il rischio è la confisca del dispositivo.

Vediamo cosa dicono alcune compagnie aeree

Prendi per esempio Alitalia, sul suo sito che puoi raggiungere cliccando qui, riporta le seguenti parole, alla dicitura “BATTERIE AL LITIO O A METALLI DI LITIO DI RICAMBIO/SEPARATE (SPARE/LOOSE) INCLUSI POWER BANK”:

Per dispositivi elettronici portatili devono essere portate solo nel bagaglio a mano. Per le batterie al metallo di litio il contenuto di litio non deve superare i 2 g e per le batterie agli ioni di litio l’energia non deve superare i 100 Wh. Queste batterie devono essere individualmente protette per evitare corto circuiti. Sono consentiti al max 20 pezzi di batterie per persona.

Necessaria autorizzazione della compagnia aerea: NO

Permesso nel bagaglio in stiva: ✖
Permesso nel bagaglio a mano: ✔


EasyJet ugualmente pone gli stessi limiti, che puoi leggere cliccando qui e recandoti sul loro sito.

EasyJet parla di Bagaglio Smart, nel senso di bagaglio che contiene batterie agli ioni di litio o power bank.

Di seguito ti riporto il dettaglio riguardante i power bank così come si legge sul sito:

6. Nel caso in cui il Bagaglio smart debba essere trasportato in cabina, il cliente deve essere in grado di scollegare e rimuovere facilmente la batteria agli ioni di litio / power bank e potrà lasciarla all’interno dello stesso. Il Bagaglio smart non verrà accettato per il viaggio nel caso in cui la batteria agli ioni di litio / power bank non possa essere scollegata e rimossa facilmente dal cliente.
7. Nel caso in cui il Bagaglio smart debba essere controllato e collocato in stiva, la batteria agli ioni di litio / power bank dovrà essere scollegata, rimossa e trasportata in cabina (terminali della batteria protetti contro il cortocircuito). Il Bagaglio smart non verrà accettato per il viaggio nel caso in cui la batteria agli ioni di litio / power bank non possa essere scollegata e rimossa facilmente dal cliente

Concludo ricordandoti di rispettare sempre le regole e la legge.

Inoltre, queste potrebbero cambiare (come per esempio per voli interni statunitensi). Fai sempre un double-check con il sito della compagnia aerea o con il tuo agente di viaggio.

I Migliori Power Bank Caricabatterie Portatili

  1. RAVPower Caricatore Portatile 27000 mAh con presa AC da 110V o 220V – migliore power bank con presa AC
  2. RAVPower Caricabatterie Solare Portatile da 24W – migliore power bank solare
  3. KEDRON Power Bank Wireless da 24000 mAh – migliore power bank wireless
  4. AUKEY Power Bank 20000mAh – migliore power bank da 20000 mAh
  5. ANKER Powercore 10000
  6. KINPS Power Bank da 10000mA
  7. AKEEM Power Bank Solare da 24000mAh
  8. EasyAcc 10000
  9. X-DRAGON Power Bank Compatto 20100mAh
  10. Power Bank Aikove da 24000mAh
  11. AUKEY Mini Power Bank 5000mAh – MIGLIORE POWER BANK ECONOMICO
  12. Anker PowerCore 5000 – MIGLIORE POWER BANK ECONOMICO


1. RAVPower Caricatore Portatile 27000 mAh con presa AC da 110V o 220V

Ultimo aggiornamento 2019-01-20 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API

Probabilmente il miglior power bank in assoluto.

È quello che possiedo tuttora e sono profondamente soddisfatto.

La potenza è superiore rispetto ai modelli della stessa marca. Un oggetto molto bello, pesante sicuramente, il vantaggio sta nell’avere un caricabatterie portatile resistente e anche ergonomico e facile da trasportare.

Il materiale con cui è costruito è di qualità e l’intero corpo è gommato, quindi si sistema benissimo su un piano e non scivola. È dotato di una custodia che ne facilita il trasporto.

Il punto forte del power bank RAVPower è senz’altro la presenza della presa elettrica classica, come quella di casa, che permette di alimentare anche elettrodomestici. È una presa a due poli, quindi se hai una spina a 3 poli devi fare affidamento ad un adattatore.

Oltre all’input, che serve per caricare il power bank stesso, troviamo 3 output per la ricarica. Uno è USB Type-C, gli altri due USB classici.

È un prodotto davvero affidabile. Tutto è a disposizione all’interno della confezione.

Lo porto sempre dietro, soprattutto quando vado a lavoro. A volte lo uso per ricaricare contemporaneamente sia il mio laptop che il mio smartphone.

Può caricare un Samsung Galaxy S8 fino a 5 volte e un iPhone 7 fino a 7 volte.

Come se non bastasse, ha un indicatore LED sulla parte superiore che mi informa sullo stato della carica residua.

Ha anche integrate le ventole per l’aria, in modo da non surriscaldarlo mai.

Questo power bank RAVPower è consigliato a chi cerca il massimo in quanto a qualità, portabilità e potenza.

2. RAVPower Caricabatterie Solare Portatile da 24W

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Altamente consigliato per gli sportivi e per gli amanti delle gite, ma non solo.

Questo power bank si ricarica con l’energia solare ed è la soluzione definitiva per chi passa molto tempo all’aria aperta. Oppure puoi sempre utilizzarlo all’interno di un ufficio, sfruttando la luce del sole proveniente da una finestra.

Sono presenti 4 pannelli fotovoltaici da ben 24W. La qualità del power bank RAVPower è assolutamente garantita.

Si trovano 3 porte USB con tecnologia iSmart.

Come si vede dalla foto, il caricabatterie si può comodamente ripiegare su se stesso in modo da occupare il minor spazio possibile quando è completamente carico.

Quando è aperto, i ganci in acciaio inox permettono di posizionarlo al meglio. L’intero power bank è fatto in fibra di nylon, quindi molto robusto e soprattutto impermeabile. Incredibilmente infatti, può essere utilizzato anche sotto la pioggia.

È il miglior power bank solare sul mercato.

Se sei alla ricerca di un caricabatterie portatile solare, questa è la prima scelta.

3. KEDRON Power Bank Wireless da 24000 mAh

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Se quello di cui hai bisogno è una power bank con tecnologia wireless, allora puoi smettere di cercare.

Il caricabatterie portatile KEDRON da 24.000 mAh è la soluzione definitiva.

Super potente, super affidabile. È in realtà un ibrido, in quanto ha anche gli output per ricaricare tramite cavo.

Il power bank Kedron ha uno schermo LCD digitale che ti informa della carica residua. Ha 3 output USB che consentono la ricarica contemporanea di 3 dispositivi.

Ha due input, uno microUSB e un altro Lightning.

Per quanto riguarda la ricarica wireless, supporta tutti i dispositivi compatibili con lo standard Qi.

Il miglior power bank wireless al momento sul mercato. Consigliatissimo.

4. AUKEY Power Bank 20000mAh

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Il più cercato, il più desiderato, il più venduto.

Non c’è competizione quando vai online e leggi così tante recensioni positive di un prodotto.

Se vuoi il migliore power bank da 20.000 mAh, puoi fidarti di Aukey.

Dal design molto semplice, è un caricabatterie portatile molto versatile che si presta anche per coloro che amano i prodotti Apple.

È dotato infatti di una porta input Lightning, così da poter ricaricare il power bank stesso senza portarti dietro mille cavetti.

Il punto di forza è la tecnologia AiPower che gestisce al meglio il collegamento di più dispositivi e consente tempi di ricarica più veloci in tutta sicurezza.

Uno dei vantaggi del power bank Aukey da 20000 mAh è sicuramente il prezzo, che non è assolutamente alto.

Un caricabatterie portatile di tutto rispetto, adatto a tutte le soluzioni. Affidabile e sicuro.

5. ANKER Powercore 10000

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Il power bank Anker powercore da 10000 mAh è uno tra i più venduti sul mercato.

Preferito ad altri modelli sicuramente per la portata, è più leggero ma certamente non meno efficiente.

La portabilità dunque è il primissimo fattore: è un power bank che può essere tranquillamente tenuto in mano, oppure riposto in una tasca, sia dei pantaloni che di uno zaino.

IL design è degno di nota, rifinito ottimamente e di qualità pregiata. Ha anche quattro indicatori LED che tengono informati sulla carica residua.

Sul pannello frontale si trovano l’input e una porta USB per la ricarica di un dispositivo. Questo power bank Anker ricarica anche gli iPhone!

Nonostante le dimensioni e la capacità, Anker ci assicura fornendoci alcuni dati importanti: il power bank Anker può ricaricare un iPhone X o un Samsung Galaxy S8 per ben due volte e mezza. Se hai uno smartphone più piccolo, con una capacità di batteria più ridotta, allora puoi stare assolutamente tranquillo.

Se ti rechi sulla pagina del prodotto potrai vedere con i tuoi occhi la quantità di recensioni positive: una standing ovation.

C’è altro: Anker si affida alla tecnologia Power IQ per riconoscere il dispositivo collegato al power bank e per garantire tempi di ricarica ottimali.

È disponibile in diversi colori: nero, blu, rosso e bianco.

6. KINPS Power Bank da 10000mAh

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Marca a me sconosciuta fino a poco tempo fa ma che ha rilasciato sul mercato uno dei migliori power bank da 10000 mAh.

Kinps ha pensato in piccolo: un caricabatterie portatile leggero, che si tiene in mano con grande facilità, e con due porte USB per permettere la ricarica di due dispositivi contemporaneamente.

È compatibile con tutti i modelli di smartphone, quindi puoi ricaricare anche il tuo iPhone.

Le porte USB sono dotate di tecnologia Smart, la quale riesce a riconoscere il dispositivo collegato e ad ottimizzare il processo di ricarica.

Ci sono degli indicatori LED che tengono traccia della carica residua rimasta.

La comodità del power bank Kinps è che quando il tuo dispositivo è carico, si spegne in automatico.

Davvero un prodotto degno di nota. Kinps ha saputo soddisfare le richieste dei clienti.

Consigliatissimo per chi cerca un ottimo power bank da 10000 mAh.

7. AKEEM Power Bank Solare da 24000mAh

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Una grandissima alternativa che sfrutta tutto il potenziale dell’energia rinnovabile: il solare.

Il power bank Akeem è innanzitutto un colosso di potenza con la sua capacità di 24000 mAh. Inoltre, è possibile ricaricarlo tramite pannelli fotovoltaici, il che permette di tenerlo sempre in giro, soprattutto se si passa molto tempo all’aria aperta.

È assolutamente consigliato per chi ama il camping o per il mare e la piscina. È sempre bene portarselo dietro carico e fare affidamento al solare solo per casi di emergenza.

È molto simile ai classici power bank disponibile sul mercato. Ha 3 output per ricaricare anche 3 dispositivi contemporaneamente.

Ha due input, uno di questi è la porta Lightning, di modo che se siete possessori di iPhone potrete usare lo stesso cavetto per ricaricare il power bank.

È molto veloce e la grande capacità dà massima sicurezza.

Uno dei migliori caricabatterie portatile, col vantaggio di avere dei pannelli solari sulla parte superiore che permettono la ricarica sfruttando l’energia solare.

8. Power Bank EasyAcc 10000

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Un altro prodotto dall’altissimo numero di recensioni positive è il power bank EasyAcc da 10000 mAh.

La prima cosa che si nota è il design diverso dal solito grande classico. È disponibile infatti arancione o rosso. I colori lo rendono sicuramente più moderno e giovanile.

È sottilissimo e leggero, tenerlo in mano insieme allo smartphone che stai ricaricando non fa alcuna differenza. È uno dei migliori power bank e anche uno dei più comodi.

Ha due output USB per caricare contemporaneamente due dispositivi.

Anch’esso dotato di tecnologia Smart per riconoscere gli apparecchi collegati, è compatibile con tutti i modelli, anche quelli di casa Apple.

È sicuro e affidabile. EasyAcc garantisce sul sovraccarico e l’eccessiva temperatura.

Tramite il pulsante di accensione è anche possibile attivare una mini torcia che si trova tra i due output.

Se cerchi maneggevolezza e comodità, il power bank EasyAcc fa al caso tuo. È disponibile anche la versione con QuickCharge.

9. X-DRAGON Power Bank Compatto 20100mAh

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Il power bank X-Dragon è una vera chicca. L’aspetto è quello che conta e questo caricabatterie portatile lo sa molto bene.

Ha una capacità di 20100 mAh quindi è potente, ma è compatto e facile da trasportare.

Ha un display a LED che mostra la carica residua sulla parte superiore; il fatto di avere gli angoli arrotondati permette di tenerlo in mano insieme ad uno smartphone in tutta comodità.

Con il power bank X-Dragon da 20100 mAh sei sicuro di non rimanere mai senza il tuo dispositivo elettronico.

Ha due output USB quindi è possibile la doppia ricarica. Entrambi sono veloci, sono compatibili con tutti i modelli presenti sul mercato.

Tra i due output è anche presente un LED che funge da torcia e che può sempre tornare utile soprattutto in ambienti bui.

Bello e sicuro, se vuoi la potenza da tenere comodamente in una mano, il power bank X-Dragon è quello adatto a te.

10. Power Bank Aikove da 24000mAh

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Questo è uno di quei prodotti che sono talmente belli che io personalmente comprerei solo per il design.

Sembra fatto in fibra di carbonio, con una fascia colorata di rosso sui lati. Inoltre sulla parte superiore presenta uno schermo LCD su cui compare la percentuale di carica residua.

È resistente agli urti, ha una scocca antigraffio ed è anche a prova di impronte.

Un mostro di potenza, il power bank Aikove ha una capacità di ben 24000 mAh.

Ha ben tre output di ricarica, il che vuol dire che puoi collegare tre dispositivi contemporaneamente. Non ti lascerà mai a piedi.

Tutti gli output sono uguali e veloci e puoi usarli con qualunque tipo di device, anche una Nintendo Switch.

Ci sono due input, uno microUSB e uno Lightning. Se sei un possessore di iPhone puoi usare lo stesso cavo per ricaricare il power bank senza problemi.

Te lo consiglio vivamente se cerchi tanta potenza.

I Migliori Power Bank Economici

Per la categoria power bank economici ti presento due power bank che sono tra i miei preferiti.

11. AUKEY Mini Power Bank 5000mAh

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Il primo economico è il power bank Aukey da 5000 mAh.

Cercatissimo e acquistato da moltissimi, ha un numero altissimo di recensioni positive.

È della Aukey che nel campo dei power bank ha sicuramente un posto di tutto rispetto.

È molto piccolo, di forma cilindrica, e può essere trasportato con molta facilità. Lo tieni in mano tranquillamente o in tasca. È di alluminio e molto resistente.

Ha un output per ricaricare il tuo dispositivo ed è compatibile anche con iPhone.

È il caricabatterie portatile che ti salva nelle situazioni di emergenza, soprattutto se hai un telefono che non performa più come una volta e da cui non vuoi separarti

12. Anker PowerCore 5000

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Il secondo power bank economico che ti propongo è l’Anker Powercore 5000.

Come quello visto in precedenza è di 5000 mAh ed ha forma cilindrica.

La portabilità è al primo posto: piccolo e leggero, lo puoi anche tenere in tasca senza alcun problema.

È compatibile anche con iPhone. Il singolo output è dotato di tecnologia Power IQ che riconosce il dispositivo collegato e ottimizza la ricarica.

Ha un tasto di accensione sul lato e anche 3 LED per indicare la carica residua.

Assolutamente un gadget da acquistare se cerchi il massimo della comodità e non vuoi un caricabatterie portatile super potente

Quante volte ricarico lo smartphone con un Power Bank?

Molto spesso la domanda a cui davvero rispondere è proprio questa: quante volte ricarico il mio smartphone con un power bank?

Quando compri un caricabatterie portatile, devi sempre scegliere quello giusto. Andare sul più economico o sul più venduto, non significa necessariamente sempre soddisfare le tue esigenze.

Non è solo un’esigenza di portafoglio.

Ora ti spiego come funziona la ricarica di un power bank e ti aiuterò a capire qual è il migliore da comprare per te e il tuo dispositivo.

L’efficienza di un power bank

Prima cosa di cui tenere conto è l’efficienza di un caricabatterie. Questo perché è una cosa che non può cambiare da modello a modello. Può sicuramente variare, essere migliore su modelli migliori, ma è bene sapere di cosa si sta parlando.

I power bank sono dispositivi che hanno, al loro interno, un circuito elettrico. E i circuiti elettrici presentano sempre delle dissipazioni.

Per dirla in breve, una parte dell’energia viene consumata sempre.

In questo caso si parla di efficienza del power bank.

Parti dal fatto che qualunque power bank ha un’efficienza che varia tra il 65% e l’80%, a seconda della qualità del circuito interno e quindi del modello.

I dispositivi più costosi si troveranno su una fascia di rendimento più elevata, e consentiranno quindi più ricariche al pari di un dispositivo più economico.

Ti faccio un esempio molto pratico per capire quanto detto finora.

Mettiamo il caso che tu sia in possesso di uno smartphone con una batteria da 2.000 mAh. Ora diciamo che compri il power bank migliore sul mercato, da 10.000 mAh.

Consideriamo un’efficacia dell’80%. Questo vuol dire che i 10.000 mAh saranno un valore nominale. Il valore reale sarà di 8.000 mAh.

Con 8.000 mAh riuscirai a ricaricare il tuo smartphone per 4 volte.

Se invece opti per un caricabatterie portatile da 20.000 mAh, contando sempre un’efficienza ottima dell’80%, allora il valore reale di cui tener conto sarà di 16.000 mAh.

Con un power bank del genere ricarichi il tuo telefono per 8 volte.

Quindi ricordati sempre di tenere conto della qualità del caricabatterie che compri.

Auto scarica

Tutte le batterie al litio soffrono del fenomeno dell’auto scarica.

Questo consiste nel fatto che una batteria, se lasciata inutilizzata nel tempo, tende a scaricarsi ad un tasso pari all’1% della sua potenza massima ogni mese.

Il vantaggio delle batterie al litio è che non soffrono del fastidioso “effetto memoria” di cui soffrivano quelle al nickel di una volta. Questo implica che possono essere ricaricate anche al 50%, per esempio, non perde di capacità totale di carica.

Se da un lato l’effetto di auto scarica non è grandissimo, dall’altro devi tenere conto del fatto che se compri un power bank, devi utilizzarlo!

Non sono dispositivi da caricare e poi lasciare parcheggiati su un tavolo o in un cassetto, specialmente se lasciati scarichi.

Ricordati che il power bank funziona un po’ come i tuoi muscoli.

Immagina di andare in palestra e fare tantissimo esercizio per un giorno, e poi smettere per un mese. Cosa avresti dopo trenta giorni? Nulla.

I tuoi muscoli vanno allenati sempre e costantemente. Il power bank funziona allo stesso modo.

Quanto dura un power bank?

Un importante fattore è quello che riguarda la durata totale di un power bank.

Quanto dura un power bank? Quante ricariche complete prima che il caricabatterie non funzioni più al top?

Innanzitutto, un power bank non muore mai. Quello che succede dopo molto tempo è che la sua capacità tende a diminuire e quindi non rende più come quando era nuovo.

Puoi utilizzarlo ma ad un’efficienza più bassa insomma.

Detto ciò, per sapere quanto dura devi sapere quanti cicli di carica consente il caricabatterie che vuoi acquistare.

Per ciclo di carica si intende una ricarica completa di un dispositivo dallo 0 al 100 percento.

I power bank più economici perdono la loro efficienza dopo meno di 500 cicli. I power bank migliori possono arrivare a 600 cicli o addirittura superarli, stando alle specifiche tecniche rilasciate dagli stessi produttori.

Ti ribadisco per concludere che un power bank non smette di funzionare al termine dei suoi cicli di carica. L’unica cosa che succede è che la sua efficienza cala.

Per farti capire questo fenomeno, ti faccio un esempio molto pratico: uno smartphone.

Appena comprato, riesci ad usarlo per una giornata intera o addirittura due senza problemi, prima di doverlo ricaricare. Dopo due anni, farai fatica a raggiungere una giornata, perché sarà arrivato in prossimità o avrà superato i suoi cicli di ricarica.

È una cosa normalissima per le batterie al litio.

Cosa è il Power Bank solare

Il caricabatterie a energia solare è la soluzione perfetta se sei uno che passa molto tempo fuori casa.

Ti piace uscire per un picnic al parco quando il tempo lo permette? Ami il trekking e la montagna? Appena la temperatura si alza, corri al mare?

In tutti questi casi, e tanti altri ancora, affidati ad un power bank solare.

Andiamo in ordine, però. Voglio rispondere ad alcune domande che sicuramente almeno una volta ti sei chiesto.

Come funziona il Power Bank solare?

Il principio di funzionamento dietro qualunque pannello solare, piccolo o grande, è l’effetto fotovoltaico.

Quante volte ti è capitato di osservarne uno in giro per la tua città, su un edificio, o su un palo elettrico, o magari su piccoli gadget di uso comune in casa.

Questa che vedi nella foto è la mia calcolatrice, che utilizzavo al liceo, all’università e a casa per risolvere i problemi di matematica e fisica.

Come vedi ha un bel pannellino solare sotto il display. In più di 15 anni non ho mai cambiato la batteria e si accende ancora e funziona alla grande.

Sicuramente c’è da dire che in generale dovremmo sfruttare di più una tale fonte di energia, rinnovabile e eco-solidale, pulita e rispettosa del nostro pianeta.

Immagina le case che già vanno avanti ad energia solare, grazie a pannelli posti sui tetti. Immagina le luci della città che si attivano ad una certa ora, la sera, e si alimentano grazie all’energia solare accumulata durante il giorno.

È qui che arriva il nostro power bank solare. Un gadget di cui tener assolutamente conto, perché appunto non richiede mai la ricarica tramite presa elettrica.

L’effetto fotovoltaico

Qui apro una parentesi storico-scientifica, per parlarti di questo fenomeno che riguarda la fisica dello stato solido e che è alla base del funzionamento dei pannelli solari.

Fu nel 1839 che per la prima volta si osservò un fenomeno del genere, e il primo a parlarne fu Alexandre Edmond Becquerel.

Non fu un episodio da niente, per quanto riguarda la scienza. Questo effetto infatti provava la natura corpuscolare delle onde elettromagnetiche!

Dopo vari anni e tanti esperimenti, arriviamo al 1905 quando Albert Einstein spiegò esaustivamente al mondo intero cosa era l’effetto fotoelettrico, che è la categoria sotto la quale ricade anche l’effetto fotovoltaico.

Nel 1921 Einstein vinse il premio Nobel per la fisica proprio grazie a questa scoperta.

Veniamo al nostro effetto fotovoltaico: alcuni materiali (semiconduttori) sono in grado di convertire la radiazione elettromagnetica (la luce) in energia elettrica.

Il semiconduttore per antonomasia è il silicio e una cella fotovoltaica non è altro che quello che in fisica viene chiamata “giunzione P-N”.

La giunzione mette in diretto collegamento una parte di silicio in cui sono presenti molti elettroni liberi (N) e un’altra parte, sempre di silicio, dove sono presenti molte lacune (P). Le lacune non sono altro che “buchi” in cui normalmente si trovano gli elettroni, se il silicio non viene trattato.

Entrambe le parti vengono prima “trattate” per avere più elettroni (N) e più lacune (P).

Quando si uniscono i due pezzi di silicio e si crea la giunzione P-N, in corrispondenza di questa si crea un forte campo elettrico.

In condizioni normali, questa non fa altro che creare una differenza di potenziale tra il silicio P e il silicio N. Quando però la luce incide direttamente sull’apparato, nella giunzione si creano coppie elettrone-lacuna, che a causa del campo elettrico vengono spinte in direzioni opposte.

L’elettrone va verso il polo positivo, la lacuna verso il polo negativo. E sappiamo bene che le cariche in movimento ordinato creano una corrente.

Quando il power bank si trova in fase di ricarica, sotto il Sole, tantissimi elettroni si stanno spostando insieme da una parte del circuito interno del caricabatterie.

Il power bank non è altro che una batteria ricaricabile. Quando inserisci il tuo dispositivo scarico, non fai altro che aprire il circuito e permettere il passaggio degli elettroni, e quindi di corrente, e quindi sarà come quando attacchi il caricabatterie alla presa elettrica di casa.

A seconda dei diversi tipi di power bank solare, puoi usarlo per ricaricare un cellulare, o un tablet, o addirittura un computer portatile.

Il fatto che funzioni ad energia solare ti da la tranquillità di non dover sempre fare affidamento a prese elettriche.

Ora immagino quelle situazioni in aeroporto, per esempio, quando arrivi al gate per l’imbarco per il tuo volo, e le torrette USB per la ricarica del cellulare sono tutte già occupate. Ma in aeroporto ci sono i finestroni che permettono alla luce del Sole di ricaricare il tuo power bank solare.

Chiaramente ci sono delle limitazioni. I power bank solari ci mettono molto più tempo a ricaricarsi rispetto a quelli tradizionali. Molti li considerano dei semplici dispositivi di emergenza. Secondo me questo è molto relativo e quindi dipende, come sempre, da persona a persona.

Se sei spesso in giro, il power bank solare è assolutamente utile. Certo, puoi sempre ricaricarlo tramite la classica presa di corrente, a casa o in ufficio, ma è come avere un’arma in più.

Concludo dicendo che è un gadget abbastanza recente ma sono fiducioso sul futuro di questa tecnologia.

La capacità del power bank solare

Per i power bank solari vale lo stesso discorso di tutti i caricabatterie di questo tipo.

In generale lo utilizzeremo per ricaricare un dispositivo tramite l’ingresso USB. Ma il voltaggio interno di questo tipo di gadget è sempre più basso dello standard USB, che è di 5 Volt.

Cosa succede? Per passare da un voltaggio basso ad uno più alto, una parte dell’energia accumulata viene utilizzata proprio per questo processo.

Parliamo di un range di efficacia per i power bank che si trova tra il 65% e l’80%. Chiaro, migliore è il dispositivo, migliore sarà il rendimento.

In conclusione, se vi serve un power bank per lo smartphone o per il tablet, controllate prima la capacità di questi e poi comprate il caricabatterie portatile di conseguenza.

Power Bank wireless

Le tecnologie fanno passi da gigante. Questo è poco ma sicuro.

Quando ci sembrava di aver raggiunto il livello più alto, ecco che qualcuno esce allo scoperto con una nuova invenzione.

È quello che capita spessissimo ultimamente.

Nel campo dei caricabatterie portatili, è accaduto lo stesso quando è stato proposto il caricatore wireless, ovvero quello a contatto, che non sfrutta più nessun tipo di cavo ma semplicemente il tocco tra il dispositivo scarico e il dock.

I nuovi smartphone, per esempio, sono dotati di questa tecnologia. Secondo me possiamo dedurre che il wireless è la nuova frontiera della ricarica.

Pensa un attimo ai vantaggi, non pochi. Primo fra tutti, l’eliminazione dei cavi, che personalmente considero un passaggio notevole verso il futuro.

Quante volte mi trovo ad uscire di casa di fretta, e tra smartphone, caricabatterie, laptop, tablet, e quant’altro ancora, almeno un cavetto lo dimentico a casa.

Quando dimentico il cavo per la ricarica, è sempre la cosa peggiore.

Se in alcuni casi devi ancora dipendere da collegamenti tramite filo, per ricaricare uno smartphone per esempio puoi ora affidarti ad un comodissimo power bank wireless.

Come funziona la ricarica wireless

Ad oggi, non è una tecnologia nuovissima. Molti smartphone sono già previsti per essere ricaricati in modalità wireless.

Tra questi ci sono gli iPhone X e Xs, i Samsung Galaxy S8 e S9, i nuovi Nokia Lumia, i Google Nexus 6 e 7. La lista è molto lunga, e trovi anche smartphone più vecchi.

I dock di ricarica wireless sono di solito gadget da acquistare separatamente.

Oggi sul mercato troviamo anche power bank che funzionano con questa tecnologia.

Innanzitutto, voglio spiegarti come funziona la ricarica in questo caso.

Ci sono due tipi di ricarica wireless: quella a induzione e quella a risonanza. La differenza sostanziale sta nel fatto che quella a induzione avviene per contatto mentre quella a risonanza è a distanza.

Il principio su cui si basa questo fenomeno è l’induzione elettromagnetica: si osserva una corrente indotta in un circuito chiuso se questo è immerso un campo magnetico variabile.

Si lo so, è complicato. La prima cosa di cui tenere conto è che in fisica non si parla praticamente mai separatamente di campo elettrico e campo magnetico, quando questi sono variabili. Campi elettrici variabili nel tempo creano campi magnetici e viceversa.

Faraday si rese conto nel 1831 per la prima volta di questo fenomeno e l’evento rappresenta una pietra miliare per la storia della fisica.

Come si crea una corrente indotta? Ci sono vari modi: si può muovere un circuito nelle vicinanze di un magnete, avanti e indietro; oppure si può far passare un circuito all’interno di un altro in cui passa corrente.

La dinamo è un ottimo esempio di macchina elettrica che sfrutta proprio l’induzione elettromagnetica.

Ora, il power bank wireless, come anche i dock di ricarica di questo tipo, funzionano così: l’energia immagazzinata nel caricabatterie viene inviata al circuito interno alla batteria dello smartphone, il quale comincia ad essere percorso da corrente indotta, e di conseguenza si ricarica.

La cosa più importante è posizionare il dispositivo da caricare correttamente.

Una tecnologia nuova e in continuo sviluppo

Ci sono delle limitazioni per quanto riguarda la ricarica wireless.

Il primo punto debole è la velocità. Ci vuole in generale il doppio per ricaricare completamente un dispositivo.

Inoltre, il telefono per rimanere in fasi di carica deve necessariamente toccare il power bank o il dock; questo significa che non è possibile utilizzarlo e bisogna aspettare.

La tecnologia wireless consuma tanto. Il motivo è che ci sono in gioco molti fattori, come per esempio la dispersione di energia sotto forma di calore, maggiore dei tradizionali metodi di ricarica.

Sicuramente si deve tener conto di queste limitazioni, ma ancora una volta voglio ribadire come la tecnologia faccia passi da gigante, giorno dopo giorno.

Sarà qualcosa di nuovo, ma come per il solare ho grande fiducia nel futuro.

Lo standard Qi

Lo standard più comune in questo momento per la ricarica wireless è il Qi. È utilizzato dai più comuni marchi sul mercato, come Apple e Samsung.

Funziona a induzione, quindi a contatto. Chissà che per il futuro si possa avere anche una ricarica a risonanza a distanza.

Il più grande consorzio che si occupa dello sviluppo e della messa in sicurezza di questo tipo di interface standard è il Wireless Power Consortium (WPC). Grazie ad esso oggi si parla di “Qi”.

Qi è una parola cinese, che significa letteralmente “aria”. Nella cultura cinese, con qi si intende la forza vitale che è intrinseca ad ogni essere vivente, ed è un concetto che ha una radice profondamente filosofica.

Quando il logo Qi compare sul vostro dispositivo, vuol dire che esso è dotato della tecnologia di ricarica wireless.

Ad oggi, lo standard Qi si trova su più di 140 modelli di smartphone, tablet e altri tipi di dispositivi.

Power Bank Potenti con presa da 220 Volt

Sul mercato trovi anche quelli che io considero “animali da ricarica”.

Sono i power bank dotati di presa elettrica da 220 Volt. Sono sicuramente più ingombranti ma praticamente ti porti dietro con te una presa elettrica. Non è poco!

I power bank di questo tipo sono sicuramente specifici per un determinato tipo di persone. Puoi ricaricare smartphone, tablet, laptop o anche (per esempio) un rasoio elettrico.

Quelli più potenti che superano i 20.000 mAh sono davvero fenomenali.

Se hai bisogno di tanta potenza, di un power bank completo e sempre al top, allora questo è quello che fa per te.

Oltre a essere dotati di presa comune a 2 fori, spesso su questi caricabatterie ci sono anche le porte USB specifiche per caricare i classici dispositivi come uno smartphone o un tablet.

Power Bank Lightning

Se sei un possessore di iPhone o se sei appena passato alla Mela, sai cosa vuol dire Lightning Port. Se non sei tra questi, ti spiego io di seguito di cosa stiamo parlando.

I dispositivi della Apple non presentano il classico ingresso USB ma quella che si chiama porta Lightning. Serve un cavo specifico per ricaricare un iPhone.

Ora, tu che hai uno di questi telefonini, ti chiederai: esiste una power bank con uscita Lightning? La risposta è si!

Questo tipo di caricabatterie portatile rappresenta la tua soluzione perfetta e definitiva.

Di tutte le power bank che si trovano sul mercato, molte pensano anche ai possessori di iPhone. Infatti si trovano quelle con ingressi specifici per questo tipo di prodotti che necessitano la loro alimentazione.

Avrai davvero l’imbarazzo della scelta.

Gli iPhone hanno batterie non particolarmente capienti, si sa. Però sono ottimizzati per durare tanto.

I modelli più “grandi” come il recente iPhone X hanno batterie più capienti di conseguenza.

Un power bank da 10.000 mAh sarà sufficiente a ricaricare un semplice iPhone almeno 4 volte. È chiaro che puoi optare per power bank da più di 20.000 mAh, a quel punto puoi stare davvero sicurissimo.

Dipende come sempre dalle tue esigenze.

Se ci tieni allo spazio e non vuoi sovraccaricarti di cose quando esci, l’opzione migliore è un caricabatterie portatile più piccolo.

Se però hai bisogno di tanta potenza e magari hai anche più dispositivi da ricaricare in contemporanea, allora devi per forza prendere la strada del power bank potente.

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